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CACCIA AL TESORETTO, 9 INDAGATI

Impiegata del'Usl 9
fa sparire 4,2 milioni

Per dieci anni ha rubato i soldi dell’Asl 9. Oltre

4 milioni di euro dirottati nei conti correnti di parenti. Loredana Bolzan, 45 anni, residente a Treviso in via Spalato 15, ha trascorso la sua prima notte nel carcere della Giudecca. Ieri si è presentata davanti al gip Gianluigi Zulian, per l’interrogatorio di garanzia ed è rimasta in silenzio.
Per i colleghi e i dirigenti Loredana Bolzan era l’impiegata «modello». Si occupava della gestione degli specialisti che prestavano attività ambulatoriale interna, ma anche dei medici di base e delle strutture convenzionate. Un’assistente amministrativa che per oltre vent’anni ha condiviso la stanza negli uffici all’«ex Pime» sul Terraglio con altre quattro persone; ha dovuto rendere conto del suo operato almeno a tre dirigenti amministrativi che negli anni si sono succeduti e che quando se n’è andata presentando le dimissioni a dicembre del 2007, si è lasciata alle spalle il più grosso «buco» che l’Asl di Treviso abbia mai registrato. E se per quasi dieci anni nessuno si è accorto di nulla, Bolzan pensava davvero di averla franca. Soprattutto adesso che non aveva più nulla a che vedere con l’amministrazione sanitaria. Ma non aveva immaginato che, anche lei super-esperta informatica, potesse commettere un errore. Sbagliando i numeri di un codice, si è infatti dimenticata di far «sparire» dal sistema 80 mila euro, in precedenza già dirottati sul conto corrente di un suo parente. Quella «voce» era così rimasta a carico di un medico dell’Asl che aveva lo stesso cognome. Quando nell’ottobre scorso l’Agenzia delle entrate ha chiesto al professionista di pagare le tasse su quel reddito, lui si è rivolto ad un commercialista. Ed è così che è iniziata l’inchiesta che ha portato a scoprire lo scandalo della sanità trevigiana. E’ stato il capo della Procura di Treviso, Antonio Fojadelli a spiegare ieri mattina l’inchiesta: «In due mesi, da quando la direzione generale ha presentato denuncia, gli uomini della Guardia di Finanza sono riusciti a ricostruire tutte gli ammanchi e le anomalie, che hanno portato all’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’impiegata ora accusata di peculato, stesso reato contestato agli altri indagati». E gli uomini delle Fiamme Gialle coordinati dal colonnello Claudio Pascucci e il colonnello della Tributaria, Giancarlo Caggeggi nei giorni scorsi hanno bloccato conti correnti bancari delle 9 persone indagate, messo sotto sequestro preventivo un immobile a Povegliano in via Busa Tonda perchè l’obiettivo è chiaro: recuperare i soldi portati via dalle casse dello Stato. Loredana Bolzan aveva escogitato un sistema talmente sofisticato che è riuscita a rimanere nell’ombra per
tanti anni. Era riuscita a manipolare il sistema informatico inviando alla sede centrale, dove confluiscono i dati di tutte le Asl del Veneto file che contevano identità esatte dei dipendenti, ma conti correnti non reali. In pratica, «clonava» le prestazioni dei dipendenti e l’Asl pagava due volte.

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