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Passante, festa per la fine dei lavori
Tra un mese e mezzo l'apertura

Passante, festa per la fine dei lavori
Tra un mese e mezzo l'apertura

Eccolo qui, il Passante di Mestre. Venerdì 19 la festa di fine lavori, la fine di quelli più importanti per lo meno, quelli che meritano la festa delle maestranze, un po' come i muratori salutano la costruzione di una casa con la posa di una frasca quando arrivano al tetto. Il commissario speciale Silvano Vernizzi, il governatore Giancarlo Galan e l'assessore Renato Chisso guidano giornalisti, politici e rappresentanti delle istituzioni lungo il nastro d'asfalto dell'autostrada che il Nordest attende da decenni.

Una gita sul Passante. Nel pomeriggio un grande convegno su infrastrutture e terzo Veneto a villa Contarini, a Piazzola sul Brenta, e in serata, nella stessa sede, la cena con le maestranze e i tecnici. Il 3 febbraio, per l'inaugurazione ufficiale, arriverà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Poi il Passante aprirà al traffico la domenica successiva, il giorno 8 febbraio. E quindi già da sabato, dopo la festa, i lavori dovranno andare avanti. Nel mese e mezzo che manca all'apertura andrà ultimata la posa della segnaletica (cartelli e strisce), installati i guard-rail, completata l'illuminazione in alcune gallerie, e soprattutto distribuite le barriere anti-rumore, i pannelli che serviranno a isolare il territorio dal rumore del Passante.

Cos'è il Passante. Pensato con l'obiettivo di decongestionare la tangenziale di Mestre - il "valico" di Mestre - nei suoi 32,3 chilometri di lunghezza, il Passante, tre corsie di scorrimento per carreggiata, attraversa 12 comuni (Martellago, Mira, Mirano, Pianiga, Quarto d'Altino, Salzano, Scorzè e Spinea nel Veneziano; Casale sul Sile, Mogliano, Preganziol e Zero Branco nella provincia di Treviso). È costato 986 milioni di euro. Chi arriva da Padova lo potrà imboccare all'ex casello di Dolo per arrivare poi a riprendere l'A4 in località Quarto d'Altino.

Sono tre i caselli d'entrata/uscita lungo il tracciato. Uno è previsto a Crea di Spinea, un altro a Cappella di Scorzè (anche se il progetto è in ritardo rispetto agli altri due) e un terzo a Preganziol, con una distanza media tra caselli di 6,5 chilometri. Tre le barriere d'uscita. Come si vede nella mappa due saranno lungo l'A4: la Venezia Est (a Quarto d'Altino) e la Venezia Ovest (a Dolo). Una terza sarà lungo l'A27: la Venezia a Mogliano Veneto. Alcuni altri numeri dell'opera: 8 le gallerie, 9 i tratti in trincea.

Quattro anni di cantieri. La prima posa del Passante è stata posata da Silvio Berlusconi, anche all'epoca presidente del Consiglio, l'11 dicembre del 2004. Progetti e cantieri, in virtù dell'istituzione con decreto della Presidenza del Consiglio del commissario speciale per l'emergenza socio-economico-ambientale di Mestre - che ha permesse di velocizzare l'iter dal punto di vista delle procedure - sono proceduti spediti fino a che sulla testa del commissario Vernizzi è caduta la tegola dell'oasi Villetta.

Il Passante doveva essere inaugurato a maggio ma la commissione di Valutazione di impatto ambientale (Via) nazionale ha imposto al commissario di modificare il progetto per proteggere l'area delle ex cave di Salzano, 64 ettari a ridosso del Marzenego vincolati dall'Unione europea come Sito di importanza comunitaria (Sic), per essere una delle zone umide più interessanti dell'area veneziana. Tracciato da ripensare, un casello da spostare (da Martellago a Cappella di Scorzè) e 8 mesi in più per vedere la fine del cantiere. È invece del 7 agosto del 2007 l'inaugurazione della prima parte del Passante, il collegamento tra A4 e A27, in direzione Belluno. La città diffusa. Che l'autostrada del Nordest non sia stata costruita in mezzo alla campagna, ma piuttosto in una città diffusa, lo dicono i numeri: 1.143 espropri per una superficie totale di 3.911.870 metri quadrati (573 campi da calcio), con 65 tra case ed edifici abbattuti. Espropri per 158 milioni di euro. Per ognuno di questi espropri ci
sono storie di famiglie, giovani coppie, imprenditori che ci hanno perso il sonno. Ma la maggior parte delle procedure di esproprio, come dicono anche i comitati, si sono chiuse con un accordo, che nel caso degli agricoltori è stato facilitato dai patti raggiunti con le associazioni di categoria.

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