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Scuole, nessuna chiusura

Il provveditore: «Ma accorpamenti per 10 istituti»

«E’ da escludere la chiusura delle piccole scuole. Ma resta sempre il problema degli accorpamenti degli istituti con meno di 500 alunni». E’ il provveditore Maria Giuliana Bigardi a fornire le prime indiscrezioni sui possibili movimenti in provincia per quanto riguarda la razionalizzazione della rete scolastica per il contenimento dei costi della pubblica amministrazione, così come ribadito in una circolare diffusa dal ministero della Pubblica Istruzione.

Della questione si discuterà oggi in Regione, ma già dalle prime notizie informali, si esclude la chiusura di scuole con meno di 50 alunni. In provincia sono tre: le elementari di Montaner di Sarmede, di Spineda di Riese Pio X e Santi Angeli di Giavera del Montello. Un sospiro di sollievo nonostante l’ipotesi di chiusura fosse già stata rigettata per la deroga di legge dovuta a questioni di disagio per l’utenza in caso di soppressione.

Nella Marca pare rimanere aperta quindi solo la questione degli accorpamenti amministrativi, ovvero l’unificazione di dirigenze e uffici nei plessi che contano meno menodi 500 alunni. In provincia sono dieci: le scuole medie di Roncade e Valdobbiadene, gli istituti comprensivi di Sarmede, Tarzo, Fonte, Borso del Grappa, le scuole superiori Sartor di Castelfranco, Pittoni di Conegliano, lo Scarpa di Montebelluna e il Munari di Vittorio.

Sulla questione degli accorpamenti, delle chiusure e delle eventuali deroghe, la Regione dovrà decidere entro il 31 novembre. «Queste scuole potrebbero perdere l’autonomia - spiega il provveditore
- Ma avremo notizie certe solo nei prossimi giorni». Se gli accorpamenti dovessero risultare inevitabili, la mappa delle scuole in Provincia potrebbe essere molto modificata e inevitabilmente si dovrebbe cominciare a parlare di tagli di segretari, presidi e problemi organizzativi. (l.c.)

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