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Premio d'arte comtemporanea
menzione d'onore al cavallo pittore

Cholla, baio americano

di vent’anni, non solo è tra gli animali artisti più quotati al mondo, preceduto solo dallo scimpanzé Congo, da un terrier e da un gruppo di elefanti, ma ha anche ricevuto una menzione d’onore alla terza edizione del Premio Internazionale Arte Laguna, al Centro d'Arte Brolo di Mogliano Veneto.
E se questo è uno schiaffo morale non da poco, figuriamoci le reazioni degli umani sapendo che il suo acquarello «The Big Red Buck», di mondrianiana ispirazione realizzato muovendo il pennello tenuto tra le labbra, verrà esposto al Centro d’Arte Brolo di Mogliano Veneto dal 18 ottobre al 2 novembre.

Non è finita. Varie gallerie d’arte stanno facendo a gara per avere i suoi lavori in esposizione. E nessuno potrà reclamare: il regolamento recita infatti che «il premio è aperto a tutti gli artisti, senza limiti di età, sesso, nazionalità o altra qualificazione». I giurati, critici e storici dell’arte oltre alla direttrice di una scuola di design e il direttore di un portale di fotografia, forse, per una volta, si sono messi la mano sul cuore e hanno votato il migliore, motivando così la loro scelta: «Per la natura provocatoria del gesto, che può essere considerato un’evoluzione interessante ed ironica del mito dell’arte astratta ed informale nei suoi fondamenti teorici e nelle sue derivazioni formali, possibile in questi termini grazie all’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica».

Se poi neanche avessero saputo che era un cavallo, sarebbe stato ancora più fantastico. Un atto di coraggio, non c’è che dire, e anche se il creativo equino non potrà ricevere i 4.500 euro di premio finale (motivazione: «che se ne fa un cavallo del denaro?») avrà di sicuro un premio speciale, sperando nel buon cuore del suo padrone Renee Chambers.

La domanda a questo punto sorge spontanea. Cosa scriveranno i critici commentando le opere di tutti quelli sorpassati da un cavallo a un premio di pittura e non in una corsa al galoppo? Sfiniranno ancora tutti con concetti di difficile lettura, trovando argomentazioni criptiche nei meandri più oscuri della propria
mente, cercando significati impossibili o getteranno le armi e diranno una volta per tutte che l’arte contemporanea è troppe volte una presa in giro all’intelligenza della gente comune? E a pensarci bene, forse Caligola aveva avuto davvero ragione a fare senatore Incitato, il suo saggio cavallo.

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