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Pianzano, chiesa chiude per furto

Troppi ladri di elemosine, serrata del prete

«Causa ripetuti furti la chiesa rimarrà chiusa»: il singolare cartello è affisso sul portone della chiesa di Pianzano. Il continuo ripetersi di danneggiamenti e razzie di elemosine ha costretto i parroci a chiudere a chiave la chiesa di Pianzano. L’edificio sacro da alcuni giorni rimane aperto solamente durante le funzioni religiose perché le incursioni dei ladri sono state davvero troppe. «Troppi danni subiti, occorreva prendere provvedimenti» spiega don Vittorino Battistella.
 
L’ultima incursione dei ladri nella chiesa di Pianzano risale a poco più di un mese fa, e la serie di colpi che si è registrata negli ultimi tempi è stata davvero impressionante, tanto che ha obbligato don Vittorino Battistella e don Livio Dall’Anese a serrare con doppia mandata il portone di accesso. Un provvedimento preso sicuramente a malincuore, perché le tre chiese dell’Unità pastorale di Godega, la chiesa del capoluogo e quelle di Pianzano e Bibano, sono sempre rimaste aperte affinchè i parrocchiani anche di passaggio potessero fare una preghiera in qualsiasi ora del giorno, anche al di fuori degli orari canonici delle messe. Ora invece i fedeli devono subire questa limitazione per colpa dei soliti ignoti.

I parrocchiani sono stati informati dall’avviso affisso all’esterno che le porte della chiesa di Pianzano d’ora in poi rimarranno aperte solo durante le messe, nelle altre ore è troppo elevato il rischio furti. La chiesa di Pianzano, delle tre di Godega, è quella maggiormente presa di mira, probabilmente da ladri che non vengono da molto lontano. «Non sonmo grossi furti, si tratta di pochi spiccioli rubati nelle cassette delle offerte per le candele, pochi euro, perché non vengono mai lasciati lasciati soldi all’interno - fa sapere don Vittorino - il problema sono i danneggiamenti che vengono arrecati. Soldi non ne possono rubare perché, a parte le monetine, non ce ne sono».

Nonostante le denunce fatte in passato alle forze dell’ordine dopo ogni singola incursione, la situazione non è migliorata, anzi. Così i sacerdoti, osservando che le denunce non sortivano conseguenze concrete, gli autori rimanevano sempre ignoti ed anche quest’anno gli episodi si sono susseguiti con incredibile frequenza, hanno scelto di arrangiarsi e di mettere la chiesa sotto chiave. Non essendoci sorveglianza né sistema di allarme questo era l’unico modo per mettere in sicurezza l’edifico e con l’avviso affisso all’ingresso i sacerdoti sperano magari di poter scoraggiare e tenere lontani i malintenzionati. Malintenzionati che, a Pianzano, hanno colpito a ripetizione. Per esempio, nel periodo natalizio dello scorso anno, la chiesa di Pianzano era stata presa di mira da ladri che erano andati a frugare pure in sacrestia e nell’adiacente canonica, aprendo cassetti e mettendo a soqquadro tutto alla ricerca di denaro. Quella volta era stato il sacrestano a scoprire il raid ladresco. Invece nella notte di Natale 2005 era toccato alla vicina scuola materna parrocchiale di Pianzano, che dista poche centinaia di metri dalla chiesa, ricevere una sgradita visita da parte dei malviventi che avevano anche tentato di scassinare una cassaforte. Il problema dei furti in chiesa è purtroppo comune a molte parrocchie del Coneglianese. Recentemente le incursioni si erano verificate a San Vendemiano e Mareno di Piave, sempre con cassette delle offerte scassinate e danni arrecati a porte ed infissi. Sono episodi che si moltiplicano con grande frequenza nella zona di Conegliano: gli edifici sacri sono spesso agevoli obiettivi e spesso finiscono nel mirino di sbandati (a volte drogati, disadattati con piccoli precedenti per reati contro il patrimonio, che si
spostano in bicicletta o a piedi) a caccia di qualche spicciolo. Tanto che in passato anche la cattedrale della Diocesi di Vittorio Veneto ne era stata colpita. Per uno dei furti avvenuti nel Duomo di Ceneda furono sorpresi nel gennaio 2006 e successivamente condannati due quarantenni del posto.

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