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Nei primi 14 giorni del 2008
tre morti sul lavoro nella Marca

Si muore in fabbrica, si muore in magazzino, si muore in azienda agricola. Di sabato come di lunedì, il primo giorno dell’anno come in agosto, italiani e stranieri. Giovani precari e sessantenni esperti, uomini e donne. Si muore, si muore troppo: sono già tre le vittime del lavoro in provincia di Treviso in questo 2008 appena iniziato, nove quelle in Veneto.

E’ una tragica rincorsa di primati quella che ci tocca da vicino: il Veneto è la regione con più morti in Italia, nove su venti. Treviso è la provincia che, con tre decessi, paga il dazio più pesante. Qui si lavora, si lavora tanto, si corre da mattina a sera. «Lavoro» è un concetto che sta nell’articolo 1 della Costituzione e nel dna dei trevigiani. Cambiano contorni, circostanze, mansioni. Restano le lacrime, il dolore, la rabbia - purtroppo impotente - del dopo, tra parole che sono sempre ...

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E’ una tragica rincorsa di primati quella che ci tocca da vicino: il Veneto è la regione con più morti in Italia, nove su venti. Treviso è la provincia che, con tre decessi, paga il dazio più pesante. Qui si lavora, si lavora tanto, si corre da mattina a sera. «Lavoro» è un concetto che sta nell’articolo 1 della Costituzione e nel dna dei trevigiani. Cambiano contorni, circostanze, mansioni. Restano le lacrime, il dolore, la rabbia - purtroppo impotente - del dopo, tra parole che sono sempre le stesse e un macabro pallottoliere che registra i numeri della strage. La prima vittima già a capodanno: teatro dell’infortunio mortale è stata l’azienda agricola Corazzin di Follina: la vittima Giampietro de Conto, 50 anni, residente a Miane. L’uomo è caduto tra gli ingranaggi dell’impastatrice con la quale stava lavorando. E’ morto maciullato. A fare il macabro ritrovamento il padre Domenico. De Conto, lavoratore espertissimo, ha acceso la macchina che impasta il cibo per animali e l’ha posizionata vicino la montagnola di foraggio. Salito sul cumulo ha perso l’equilibrio andando a finire tra gli ingranaggi. Sorte tragica e gemella per Francisc Lorent, romeno, 48 anni, che la mattina del 4 gennaio è stato orribilmente triturato da un carro miscelatore. Viveva ad Altivole. Mentre manovrava la macchina che sminuzza il cibo per il bestiame nell’azienda agricola «Valleverde» è stato inghiottito dalle lame dell’attrezzo. La terza vittima è un artigiano, Renzo Olivetto, 51 anni, pittore edile. Una manovra ripetuta migliaia di volte, la sua, ma che lunedì 14 gennaio gli è stata fatale: stava tinteggiando il soffitto di una concessionaria a Castelfranco. Le ruote del carrello elevatore che usava per spostarsi sono finite in una fossa per il lavoro dei carrozzieri. Il carrello si è ribaltato, lui è finito a terra dopo un volo di 6 metri. E’ morto in ospedale dopo un’ora, terza vittima di un gennaio terribile che ha registrato anche un infortunio grave, quello di un operaio caduto da tre metri d’altezza alla Tre-T di Treviso.