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"LA MARCA" SOTTO ACCUSA

A scuola in corriera
studenti in rivolta

Aumentano i prezzi ma il servizio peggiora: una studentessa scrive alla Tribuna e accusa "La Marca": adesso basta con i disservizi.

Sono una studentessa dell’ultimo anno del Liceo Canova. Risiedo a Povegliano e ormai da cinque anni, ogni mattina, usufruisco del servizio di trasporto pubblico offerto «gentilmente» della società La Marca per recarmi a scuola. E da cinque anni sono costretta a subire continui disservizi. Corriere che non passano, che partono anche con 15 minuti di ritardo, autisti che rifiutano di fermarsi. Ma ora abbiamo raggiunto l’apice e davvero non ne posso più! Cinque anni fa c’erano tre corriere sulla linea Nervesa-Treviso che portavano gli studenti a scuola, alle 7.05, 7.07, 7.12. Dall’anno scorso sono state ridotte a due, alle 7.05 e alle 7.12, ma fortunatamente quest’ultima era una corriera doppia, il bruco, come definito dagli studenti. E nonostante ciò, diversi ragazzi, compresa la sottoscritta che sale ad una delle ultime fermate, erano costretti a rimanere in piedi durante il viaggio.

Da quest’anno le cose sono peggiorate ulteriormente. Sono sempre rimaste due corriere, ma quella delle 7.12 non è più una corriera doppia, bensi normale! Tutti i ragazzi sono schiacciati contro le porte perchè non ci si sta! Credo che gli animali nei carri bestiame siano in condioni migliori! E l’altra mattina un autista si è rifiutato di far salire i ragazzi. Ben cinque a Povegliano e altri alle fermmate precedenti (Arcade in particolare), affermando che i posti a sedere erano già tutti occupati e che lui si atteneva al regolamento. Ora, dico io, la via di mezzo proprio non esiste. Si passa da autisti con corriere stra cariche e ragazzi seduti in braccio uno sull’altro, ad autisti che non fanno salire nessuno anche se su ogni corriera è attacata una traghetta con scritto numero posti a sedere e numero posti in piedi.

Presumo, dunque, che un tot di persone possa rimanere in piedi lungo il corridoio e qiundi non so quanto l’autista stesse applicando il regolamento. Il servizio è sempre peggiore, eppure le tariffe lievitano. Siamo passati dai 42 euro di cinque anni fa a ben 50 euro al mese. Ed è da sottolineare che abito a soli 12 Km da Treviso. Se cosultando l’orario c’è scritto che passa una corriera alle 7.12 io devo poterla prendere. Quella che si è verificata oggi può essere definita interruzione
di pubblico servizio ed è perseguibile per legge. Eppure nessuno fa nulla. Ci si lamente sempre delle ferrovie, ma da queste piccole società locali si acceta sempre tutto. Ripeto, in cinque anni ne ho dovute subire di tutti i colori. Sempre pagando. E’ ora di dira basta e fare qualcosa!

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