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Caldo a 40º, scatta il piano d'allarme

Anziani sotto controllo, ieri molti svenimenti e persone in affanno. Tre vittime in regione. E purtroppo la morsa si allenterà solo martedì. Sesto giorno d'emergenza ozono: malori e richieste al pronto soccorso

Malori, svenimenti, temperature record e ozono ai limiti dell'emergenza. Nel giorno in cui il Veneto piange due vittime del caldo, una a Padova e una nel Veneziano, la Marca accusa il sesto giorno di agonia consecutivo e tiene la guardia altissima. 37° gradi ieri nel capoluogo, 38° a Conegliano e colonnine di mercurio impennate anche a Castelfranco e Mansuè (35°). Ma si parla di temperature ufficiali, registrate all'ombra, il caldo percepito in realtà oscilla tra 38° e 40. E l'ozono non dà tregua, viaggiando sullla soglia di emergenza dei 240 microgrammi/metro cubo: massime a 223 per Treviso, 230 a Conegliano, 231 a Castelfranco e picco di 237 a Morgano.

Al Pronto Soccorso del Cà Foncello, si contano almeno una decina di interventi al giorno. In genere si tratta di malati cronici, cardiopatici o anziani con difficoltà respiratorie. Sono loro le prime vittime dell'afa estiva ma per fortuna non si registrano ancora ricoveri. Se il cando continuerà per un'altra settimana, come prevedono gli esperti, i medici però non escludono serie emergenze. Attualmente anche gli anziani possono fronteggiare l'emergenza evitando di uscire di casa nelle ore più calde e magari dotandosi di condizionatore. Le case di riposo della città ne sono dotate, e grazie a questo non registrano m,alori tra i degenti. «Le precauzioni sono naturalmente quelle di evitare di fare passeggiate al caldo - commenta il presidente dell'Israa Fausto Favaro - cosa che gli anziani autosufficienti capiscono da sé. Le nostre case restano a disposizione anche per accogliere persone in difficoltà segnalate dai Comuni o dall'Usl.

Possiamo dare ospitalità immediata anche solo per passare la giornata nei bar delle case di riposo dove non manca la possibilità anche di pranzare». E le case di riposo sono uno degli anelli principali della rete di intervento del piano caldo attivato dall'Usl 9 in base alle direttive regionali. In qualsiasi momento è possibile segnalare casi di difficoltà per chiedere aiuto. Il sistema collega medici di base, distretti, servizi sociali dei Comuni, case di riposo, ospedale. Finora non sono scattate operazioni di intervento. Le persone in difficoltà si rivolgono per ora ai medici di base. «Molti ci telefonano per chiedere come comportarsi - spiega Gabriele Massolin dell'Utap di Ponzano - qui in ambulatorio abbiamo l'aria condizionata. Per ora, almeno tra i nostri pazienti, non registriamo
problemi. Si prendono le precauzioni del caso». A soffrire e a rischiare per la canicola estiva ci sono anche i lavoratori. Molte aziende dove si lavora in capannoni senza isolamento si sono dotate su consiglio del medico di lavoro di scorte d'acqua e sali minerali da distribuire tra i lavoratori.

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