Menu

Caldo e ozono record: smog alle stelle

Giornata tremenda in tutta la Marca. Nel capoluogo allarme rosso alle 13. Non si escludono misure drastiche se il quadro dovesse persistere. Termometro salito a 38º, quinto giorno di emergenza inquinamento

Esplode l'estate, il termometro sale fino a un picco ufficiale di 37,2 gradi - ma nella Marca ieri si è oscillato a seconda della zone fra i 36 e i 39 gradi, e quelli percepiti dai cittadini sono molti molti di più, ben oltre la soglia dei 40º - e i trevigiani si trovano in piena emergenza ozono. Da cinque giorni consecutivi lo «smog fotochimico», versione estiva delle autunnal-invernali Pm 10, supera o sfiora il livello di allarme rosso fissato a 240 microgrammi per metro cubo. Mai accaduto, da quando viene monitorata la qualità dell'aria. Ieri le centraline dell'Arpav hanno registrato 253 microgrammi a Morgano, 246 a Treviso, e 235 a Conegliano. E per la prima volta nel 2007 superati il limite di allerta - i 180 microgrammi - nell'Opitergino Mottense. Basti dire che i picchi non sono nemmeno visibili, oscurati dalla legenda del sito Arpav: gli stessi esperti non pensavano fossero raggiungibili simili livelli.

Una giornata terribile, quella di ieri. Anche se le autorità sanitarie ribadiscono che non ci sono stati malori da caldo, anche per le tempestive misure precuazionali adottate da ospedali, case di riposo, e dagli stessi cittadini. Ma di fronte a un'emergenza ozono senza precedenti non sono escluse nemmeno misure drastiche da parte degli enti locali. L'Arpav stesso aveva ammonito, nei giorni precedenti, nella persona del direttore Loris Tomiato, che con tre ore di sforamento consecutivo ci sarebbero state tutte le condizioni per mettere in atto limitazioni alla circolazione delle auto e ad altre misure di tutela e prevenzione della salute pubblica nelle ore più calde. siamo sulla soglia.
La durata degli sforamenti aumenta di giorno in giorno in maniera sensibile: tutti i giorni l'ozono resta per 5-6 ore sopra la soglia di allerta o informazione (180 microgrammi), ma soprattutto ci sono 1-2 ore come ieri, al di sopra della soglia di allarme. Treviso e Castelfranco hanno ormai superato per 8 volte il limite di attenzione, Conegliano 6, la zona dell'Opitergino 1, appunto ieri.

Ma chi può decidere? La Regione, di fatto, più della Provincia. Lo stesso assessore all'ambiente del capoluogo, Michele Chiole, aveva sollecitato gli enti superiori ad adottare misure omogenee per tutto il territorio, le stesse che invoca peraltro invano nei mesi invernali. Non senza aver rilanciato le misure di prevenzione alle fasce deboli, quelle che più soffrono in questo quadro climatico e di inquinaneto atmosferico: anziani, bambini, donne in gravidanza, lavoratori o sportivi che fanno sforzi nelle ore più calde. «Evitate al massimo l'esposizione all'aria aperta nelle ore più calde». Un suggerimento che diventa obbligatorio per chi soffre invece di patologie respiratorie.
Sul sito dell'Arpav la linea dell'ozono di questi giorni somiglia all'altimetria dei tapponi di giro e Tour. Già in tarda mattinata, prima delle 11, Treviso e Conegliano avevano superato la soglia di allerta o informazione, a 180 microgrammi. Nel capoluogo la morsa dell'ozono è stata terribile, al punto che dopo una discesa nel primo pomeriggio, fino a quota 216 (ore 14), l'ozono risalito fino a 233 (ore 16). Di fatto per tre ore ci si è mosso a cavallo
del limite di «allarme rosso». Di poco migliore, si fa per dire, la situazione a Conegliano. Non c'erano sul sito i dati di Castelfranco: ma nella città del Giorgione possono essere ipotizzati a ragione valori non dissimili da quelli di Treviso. Una provincia intera soffre e respira aria pessima.

TrovaRistorante

a Treviso Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro