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Gajo scommette 150 milioni sul Nordest

Creato con Masetti Alcedo III. Saranno affiancati da Veneto Banca, Palladio, Bacilieri e investitori stranieri. Già avviati incontri a Parigi e Roma. «Saremo i traghettatori delle Pmi alle prese con il passaggio generazionale»

TREVISO. Centocinquanta milioni di euro da puntare sul Nordest, per scommettere sulle imprese ad alto potenziale di crescita e fare da “traghettatori” in quelle alle prese con il passaggio generazionale. Giovanni Gajo e Maurizio Masetti hanno avviato la raccolta di sottoscrittori per un nuovo fondo, Alcedo III, che affiancherà i due già esistenti della loro Sgr. Una dote economica consistente per «investire in piccole e medie imprese, focalizzate soprattutto a Nordest», dice Gajo, presidente di Alcedo.

«Imprese familiari, che intendono risolvere problemi di ricambio generazionale o di continuità e hanno valide prospettive di crescita». Partner di Gajo e Masetti nel nuovo fondo di private equity saranno sia i soci ormai “consolidati”, ovvero Veneto Banca e Palladio Finanziaria (che già detengono il 24,5% ciascuno della Sgr, società gestione risparmio), sia investitori esteri oggi in fase di due diligence sui conti della cassaforte trevigiana per soppesare le possibilità di investire in questo progetto fortemente territoriale. Nelle scorse settimane, a Parigi, i vertici di Alcedo hanno incontrato una decina di investitori interessati. Altrettanti a Roma. A settembre, dopo l'autorizzazione della Banca d'Italia, la lista dei nomi. Ma fra i sottoscrittori di Alcedo III ci sarà anche Uberto Bacilieri, che investe di tasca propria per suggellare l'operazione di cessione della sua Faram, e ci sono anche tutti i nove uomini del “team” Alcedo, che parteciperanno in prima persona con il 2% del capitale. Il fondo avrà una “vita” di dieci anni.

E' una creatura in evoluzione, quella di Gajo: cresce, mette a segno acquisizioni di aziende e marchi. Come Faram, appunto (rilevato per 23 milioni di euro l'80% dell'azienda di Giavera del Montello, attiva nell'arredamento per l'ufficio), ma anche Luxit, che entra nella “famiglia” della controllata Firme di Vetro. Un doppio colpo legato da un progetto sinergico: Faram proporrà ai clienti l'arredamento, Firme di Vetro l'illuminazione. Pacchetto chiavi in mano, coordinato da Giampaolo Ristits nel ruolo di amministratore delegato di entrambe le aziende. Rilevare quote di controllo (maggioranze o minoranze qualificate), guidare l'espansione sui mercati internazionali, mettere a segno acquisizioni, valorizzare i marchi, preparare la via allo sbarco in Borsa: questo il paradigma di intervento di Alcedo, da tarare secondo esigenze. La quotazione in Borsa è un traguardo al quale sono prossime tre aziende della “famiglia”: la vinicola Masi (a Piazza Affari nel 2008) la friulana Asem (sistemi computerizzati) e la Proel di Teramo, attiva nell'impiantistica per eventi e concerti. Finanza sì, «ma dal volto umano - come ama sottolineare Gajo - perché noi volgiamo
essere partner, non ci piace un approccio puramente finanziario, preferiamo una cultura più “educata”. Masi ci ha preferiti a Mediobanca, forse è proprio per questo». Ma l'approccio polite non stride con i risultati, anzi: il capital gain di Alcedo, l'“utile” della Sgr, sfiora il 30% annuo.

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