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Vigneti flagellati, vendemmia a rischio

I produttori contano i danni: nel Felettano l'80% di bianco e Marzemino è andato rovinato, sono andati perduti 20 mila quintali di uva. Distrutto il 3% della produzione di Prosecco, il 50% tra Motta e Salgareda

TREVISO. Circa 20 mila quintali di uva per il Prosecco, il 3% della produzione, sono andati distrutti dalla grandine. Il maltempo che ha investito la Marca sta mettendo a rischio la vendemmia in alcune zone vocate. Particolarmente colpite la zona del Felettano, patria di Prosecco e Marzemino, ed il Mottense al confine con la provincia di Venezia. Qui molte aziende lamentano danni pari all'80% della produzione.
Il giorno dopo l'ondata di maltempo che ha mandato ko la Marca, il comparto dell'agricoltura traccia i primi bilanci dei danni. Il conto non dovrebbe essere inferiore ai 2 milioni di euro, a cui se ne aggiunge un altro se si sommano tetti scoperchiati, alberi caduti, auto ammaccate e serramenti rovinati. Ma il maltempo dell'altro giorno sta mettendo a rischio soprattutto la vendemmia che dovrebbe incominciare tra poco più di un mese per decine di aziende comprese nel quadrilatero tra San Pietro di Feletto, Pieve di Soligo, Refrontolo e Vittorio Veneto. Secondo le prime stime, sono trecento gli ettari sulle colline del Felettano che sono state investite dall'ondata di pioggia battente, raffiche di vento ma soprattutto grandine grossa come noci.

Ed è stata proprio la grandine che ha devastato grappoli e acini, facendo cadere a terra parte del prodotto e rovinando ciò che invece è rimasto sulle viti. «La perturbazione di ieri (martedì, ndr) ha colpito circa il 5% del territorio della denominazione doc del Prosecco per un totale di circa 300 ettari. Si tratta di una fascia ristretta, dove però la grandine ha colpito in maniera importante, causando danni decisamente gravi per le singole aziende ma non per la denominazione nel suo complesso - spiega Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio di tutela del Processo doc di Conegliano e Valdobbiadene - Solo nel Felettano, l'80% del raccolto è stato rovinato. Basta fare un giro da quelle parti per vedere che in tanti vigneti non c'è più uva». Si calcola che circa il 3% della produzione totale del Consorzio del Prosecco, ovvero circa 20 mila quintali di uva, sia andata perduta dopo il maltempo dell'altro giorno. Una percentuale di per sé contenuta, ma che si traduce in una vendemmia ridotta all'osso per decine di aziende della zona, specializzate non solo nella produzione di Prosecco ma anche in quella di marzemino passito.

«I danni che oggi possiamo vedere sono piuttosto gravi ma circoscritti. La speranza è che nelle prossime settimane sulla Marca splenda il sole cosicché i pochi grappoli rimasti sui tralci possano riprendersi e dare comunque frutto», precisa Vettorello. All'azienda agricola La Cappuccina di Refrontolo i danni arrivano all'80% delle vigne. «A guardare oggi i campi, sembra autunno: i tralci sono ancora sulla vite, ma con gli acini aperti a metà, praticamente inutilizzabili», spiega un responsabile che riassume così il pensiero dei colleghi. Pesantemente compromessa dal maltempo anche la vendemmia nella zona del Mottense, al confine la Provincia di Venezia. L'80% delle vigne tra Lorenzaga, Villanova, Cessalto e Salgareda è stato rovinato dalla furia di grandine e vento. I danni del maltempo dell'altro giorno si sono sommati a quelli provocati dalla piccola tromba d'aria che lo scorso 2 luglio si era abbattuta sempre nell'area più orientale della Marca. «Sarà una vendemmia dimezzata per colpa della grandine. Nella mia tenuta si sono rovinati 500 quintali di uva che sarà difficile collocare sul mercato - spiega Antonio Barro, titolare dell'omonima azienda agricola a Lorenzaga di Motta - La furia del vento ha rotto tantissimi tralci che dovrebbero portare frutti per il prossimo anno». Già lo scorso anno 2 ettari della tenuta Barro, ossia più di un terzo, erano stati sferzati dalla furia del vento.

In queste ore i coltivatori stanno cercando di rimediare per quanto possibile ai danni provocati dal maltempo trattando le viti con prodotti speciali in grado di «cicatrizzare» gli acini rotti per renderli comunque vendemmiabili.
All'azienda vitivinicola Borga di Chiarano, il titolare Giuseppe Borga non ha fatto a tempo a finire la conta dei danni
della tromba d'aria di luglio che l'altro ieri è arrivata una nuova perturbazione. «Quattro ettari su 22 sono andati distrutti - racconta - Manca ancora più di un mese alla vendemmia. Speriamo che gli acini rovinati cadano velocemente a terra, lasciando che quelli sani arrivino a maturazione».

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