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Bufera e grandine: danni per 3 milioni

Dopo la tromba d'aria di lunedì, due precipitazioni nella notte hanno flagellato gran parte della provincia. A Quinto e Zero produzioni decimate. Devastati i vigneti del Prosecco nel Felettano, colture ko da Treviso a Motta

TREVISO. Ancora una volta flagellata dal maltempo. La Marca si è piegata, tra lunedì sera e le prime ore di ieri, sotto una morsa di grandine, raffiche di vento, temporali. Ad una prima, sommaria conta dei danni, la cifra pare non essere inferiore ai 3 milioni di euro, tra vigneti e colture distrutti, tetti scoperchiati, tra cui quello della Fiera di Godega, alberi sradicati, auto ammaccate. I sindaci dei Comuni colpiti stanno valutando di chiedere lo stato di calamità naturale. E' stata l'agricoltura a soffrire maggiormente il maltempo. Un terzo delle vigne del Prosecco nella zona di Conegliano è andato rovinato, così come il 70% della produzione agricola nel Mottense. L'ondata di maltempo è arrivata lunedì poco dopo le 19 tra San Fior, Godega ed Orsago. All'una di notte la perturbazione si è spostata nel Coneglianese e più su, verso Vittorio Veneto. Poco dopo le 5, ancora su Treviso. Colpite dal maltempo anche le province di Belluno, specie l'Alpago, e Verona.

Dopo la bufera notturna, ieri mattina sulla Marca splendeva il sole. Ed è stato proprio il sole a rendere evidenti i danni, tantissimi, specie nel settore dell'agricoltura. Secondo le prime stime, l'ammontare del raccolto rovinato dal maltempo potrebbe arrivare a 2 milioni di euro. Particolarmente colpito il Felettano, cuore del distretto del Prosecco di Conegliano. «Il maltempo ha colpito la zona nord della Pedemontana, interessando l'area da Solighetto a Vittorio Veneto, con epicentro tra Carpesica e Refrontolo, patria del marzemino - spiega Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio di tutela del Processo doc di Conegliano e Valdobbiadene - In alcune zone ristrette, più del 50% del prodotto è stato colpito dalla grandine. Tra l'altro i danni di questa notte (ieri, ndr) si aggiungono a quelli registrati per il maltempo di qualche giorno fa». Su un'annata, quella del 2007, che sembrava promettere bene, è arrivata la tegola del maltempo. «Per quanto riguarda la produzione complessiva, non ci dovrebbe essere una modifica significativa rispetto alle previsioni della vendemmia, il problema è invece collegato alla singole aziende colpite: alcune di queste vendemmieranno ben poco - continua Vettorello - Nel suo insieme la denominazione è stata colpita per un terzo. Su 600 mila quintali di uva, alcune migliaia verranno persi». Desolante lo scenario che si presentava ieri mattina sulle colline del Felettano. Vigneti e grappoli d'uva sono stati letteralmente frustati dalla furia del maltempo.

Le tracce della notte rimanevano ben visibili nei grumi di ghiaccio ai bordi delle strade: più che grandine sembrava neve. Oltre il 50% dell'uva che il prossimo autunno sarebbe dovuta diventare Prosecco è stato rovinato: alcune aziende agricole hanno perso quasi totalmente il frutto del lavoro lungo un anno. «Il mio vigneto di 4 ettari è stato duramente colpito. Penso che il 50% dell'uva andrà perso, speriamo di riuscire a fare almeno la vendemmia», spiega Piero Spinazzè dell'azienda agricola Ca' Borgh di San Pietro di Feletto. Allarmante anche il quadro tracciato da Denis Susanna, presidente provinciale della Cia. Secondo le prime segnalazioni, i danni interessano il 50% dei vigneti tra Rovarè di San Biagio di Callalta e Monastier. Rovinate dalla grandine anche le colture seminative e le coltivazioni di verdure nel capoluogo, tra San Giuseppe e Sant'Angelo, nella fascia bassa del comune di Paese, San Cassiano, Quinto e parte di Zero Branco. Nel Mottense, specie nella zona al confine con il Veneziano, i danni all'agricoltura hanno raggiunto il 70% della produzione, così come nell'area del Solighese, dove sono stati rovinati vigneti e campi di granturco. «Sarà necessaria una verifica ben precisa da parte delle autorità competenti per individuare le aree colpite e l'entità dei danni e chiedere eventualmente lo stato di calamità naturale», precisa Susanna. Sulla stessa linea anche Giancarlo Scottà, sindaco di Vittorio Veneto.

«Con il sindaco di Refrontolo e gli imprenditori del settore nei prossimi giorni valuteremo se ci sono gli estremi per lo stato di calamità naturale: di fatto la situazione è molto grave». Tantissimi anche i tetti ed i lucernai divelti dal maltempo. La forza del vento è riuscita a scoperchiare la zona delle cucine e del ristorante dei padiglioni della Fiera di Godega Sant'Urbano, causando almeno 50 mila euro di danni. Nel Solighese, due ditte in zona industriale hanno visto distrutto il loro tetto. Per sistemare dovranno sborsare circa 100 mila euro ciascuna. E così molti altri capannoni della Marca. Danni anche ai lucernai della sede dell'Asco Piave
a Pieve. Al pesante bilancio del maltempo, comunque, vanno aggiunti tutti i danni, specie a carico di privati, che in queste ore stanno venendo alla luce. Una conta, questa, che farà schizzare a ben oltre tre milioni di euro la cifra che la Marca dovrà pagare per l'ennesima ondata di maltempo.

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