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Facebook, Zuckerberg ammette: "Abbiamo fatto degli errori e io ne sono responsabile"

Scandalo dati: per la prima volta parla il fondatore del social network, accusato di aver condiviso con la società Cambridge Analytica le informazioni di 50 milioni di utenti americani per poterli influenzare in chiave elettorale

Cambridge Analytica, Zuckerberg ammette responsabilità. Rampini: ''Non dovremmo più cascarci'' Dopo giorni di silenzio Marck Zuckerberg ha pubblicato un lungo post sullo scandalo che ha travolto il social network, accusato di aver condiviso con la società britannica Cambridge Analytica i dati di 50 milioni di utenti. Il commento di Federico Rampini

NEW YORK. «Sono responsabile di quello che è successo»: Mark Zuckerberg rompe il silenzio sullo scandalo dei dati personali raccolti su Facebook. «Abbiamo fatto degli errori, c'è ancora molto da fare», scrive sulla sua pagina personale del social media. «Abbiamo la responsabilità di proteggere le vostre informazioni», aggiunge.

 «Ho fondato Facebook e in definitiva io sono il responsabile per quello che succede sulla nostra piattaforma», afferma Zuckerberg, che assicura sulla serietà con cui si sta provando a sistemare le cose: un fatto come quello di Cambridge Anaytica, promette, «non accadrà mai più».

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Zuckerberg fa quindi un elenco delle prossime mosse, a partire da un'indagine approfondita su tutte le app che hanno accesso ai dati di Facebook, soprattutto su quelle operative sulla piattaforma prima del 2014. «Bandiremo gli sviluppatori che non saranno d'accordo con le nostre regole», spiega, assicurando che il loro numero sarà comunque ristretto per evitare ulteriori abusi sul fronte della privacy.

A tal proposito Zuckerberg spiega che il numero di dati personali che bisognerà dare per accedere a una app sarà ridotto al nome, la foto e l'indirizzo email: niente di più. Inoltre ci sarà la possibilità per gli utenti di controllare tutte le app che hanno sottoscritto e di revocare ad ognuna di loro il permesso di usare i propri dati.

Cambridge Analytica: Calenda "molto preoccupato" e per Bernabè "Fb sapeva tutto" Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda commenta lo scandalo dei dati prelevati da Facebook e utilizzati dalla società britannica Cambridge Analytica per influenzare le opinioni e il voto degli utenti. "Le istituzioni diventano fragili a causa della tecnologia, mentre pensavamo che sarebbero state più forti - afferma Calenda a margine della presentazione del libro 'Homo premium' di Massimo Gaggi a Roma -. Bisogna riequilibrare il sistema: visto che l'autoregolamentazione non si vede occorre una regolamentazione". Molto critico sul comportamento del colosso dei social network anche l'ex AD di Telecom Italia Franco Bernabè. "E' impossibile che Facebook non sapesse che fine avessero fatto i dati rubati", spiega Bernabè.di Francesco Giovannetti

«Abbiamo la responsabilità di proteggere i vostri dati, e se non riusciamo a farlo non meritiamo di essere al vostro servizio» scrive ancora spiegando in un post sulla sua pagina Facebook che sta lavorando «per capire esattamente cosa è successo e assicurarsi che non accada mai più». «La buona notizia - aggiunge - è che molte misure per prevenire tutto questo sono state già prese anni fa».

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