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Sanremo, il bilancio. La Rai festeggia e Baglioni ci pensa

Sanremo, il bilancio. La Rai festeggia e Baglioni ci pensa

La media di ascolto del festival è stata superiore al 52 per cento, il risultato migliore degli ultimi 13 anni

Sanremo 2018, Moro: "In Meta ho trovato un nuovo amico: è la vittoria più grande" I primi commenti in conferenza stampa di Fabrizio Moro ed Ermal Meta, vicncitori della 68esima edizione del Festival di Sanremo. "La mia vittoria più grande è quella di aver trovato in Ermal un nuovo amico"

SANREMO. Messa di fronte ad ascolti da Nazionale di calcio la Rai ha cominciato a corteggiare ufficialmente Claudio Baglioni per la direzione artistica del prossimo festival di Sanremo. Angelo Teodoli, direttore di RaiUno, ha donato un mazzo di rose rosse al cantautore che però al momento temporeggia: “Ci penserò a candele spente”, ha detto rifacendosi all’immagine di sacrestano che aveva dato di se stesso all’inizio di questa avventura.

La media di ascolto del festival appena finito è stata superiore al 52 per cento, il risultato migliore degli ultimi 13 anni. La finale è stata vista da 12 milioni 125mila spettatori con share del 58,41%. Picco di ascolto (14 milioni 975mila spettatori) durante l’esibizione di Laura Pausini, di share (76,57%) durante l’annuncio dei vincitori. Lo show di Fiorello il momento più visto delle cinque serate (17 milioni 171mila spettatori).

Favino e il monologo sui migranti: "La mia politica è capire le emozioni delle persone" Reduce dall'esperienza sanremese, Pierfrancesco Favino torna sull'emozionante monologo sui migranti recitato nell'ultima puntata del festival. Il testo - che l'attore ha portato anche a teatro - è tratto dall'opera di Bernard-Marie Koltès 'La notte poco prima della foresta'. Parla delle difficoltà di adattamento di un straniero e dell’accoglienza che le altre persone gli riservano. "È un testo sull'estraneità in generale", spiega Favino a Che tempo che fa, su Raiuno. "La mia politica è capire le emozioni delle persone, tentare di mettersi nei panni delle persone. Quella paura lì lche se ti muovi ti sparano addosso era anche la mia nello scegliere di fare Sanremo"

“Festival indimenticabile”,  “grande sfida vinta”: la Rai non si risparmia in complimenti e si augura che Baglioni, come anche Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino, “ci abbiano preso gusto”. Il “dittatore artistico” ha scelto le canzoni e le ha messo al centro del suo festival. Il meccanismo di votazione che ha coinvolto televoto, sala stampa, esperti e demoscopica ha spinto sul podio “Non mi avete fatto niente” di Ermal Meta e Fabrizio Moro, inno contro il terrorismo e la paura. Era la favorita dall’inizio e la sua strada verso la vittoria non è stata fermata dalle accuse, rientrate regolamento alla mano, di auto plagio.  E’ stato soprattutto il televoto a sancirne la vittoria. “Nessuna rivalsa, solo tanto felicità”, hanno commentato i due cantautori.

Quali canzoni di questo festival venderanno di più? “Le più allegre, i The Kolors, Lo Stato Sociale. Anche Ron” prevede Pino Donaggio, cantautore e compositore italiano e presidente della giuria di qualità di questo Sanremo (ne facevano parte Giovanni Allevi, Serena Autieri, Milly Carlucci, Gabriele Muccino, Rocco Papaleo, Mirca Rosciani, Andrea Scanzi). Gli Esperti si sono espressi venerdì e sabato sera, votando tramite tablet dalla platea e incidendo per il 20% sul risultato finale.

Sanremo 2018, Ornella Vanoni: "Visto che la vecchietta sa ancora cantare?" Dopo aver partecipato al Festival vincendo il premio "Sergio Endrigo" per la migliore interpretazione e "conquistando" i social con la sua ingenua domanda sul palco ("Questo è il premio di?"), Ornella Vanoni ha scoperto di aver ottenuto un altro riconoscimento. Il "Baglioni d'oro": premio più curioso che serio, con le sembianze del direttore artistico di Sanremo, assegnatole durante il Dopofestival. La cantante l'ha presa con ironia, mostrandolo a tutti con un post sulla sua pagina Facebook e scherzando con i suoi fan: "Non è nemmeno d'oro... Ma avete visto che la vecchietta sa ancora cantare?"

Nella prima parte della serata hanno scelto, in ordine, Ron, Ornella Vanoni, Luca Barbarossa e Meta- Moro; nella seconda, quando la gara era a tre, Annalisa, Meta-Moro e Lo Stato Sociale. Più difficile capire quali canzoni resteranno nel tempo. “Quella della Vanoni ha una buona melodia – dice Donaggio-. Ma oggi le canzoni sono destinate a rimanere meno rispetto a quanto succedeva negli anni Sessanta e Settanta. Questo perché nei brani prevale il testo e c’è poca melodia”, dice il cantante, che a Sanremo nel 1965 portò “Io che non vivo”.

Ripresa e registrata in inglese dalla cantante Dusty Springfield divenne un successo planetario. “Come si vede con Laura Pausini e con Tiziano Ferro – continua Donaggio – oggi conta più l’interprete della canzone e la sua capacità di promuoversi all’estero. Battisti, che ha cambiato il modo di scrivere le canzoni in italiano, dopo Modugno e prima di Ferro, non ha venduto fuori dall’Italia perché scriveva all’anglosassone. All’estero invece vogliono quello che non hanno, Il Volo questo lo ha capito”.

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