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Dj Fabo, la procura di Milano chiede l'assoluzione per Cappato

Il procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano nella sua requisitoria ha chiesto, assieme al pm Sara Arduini, l'assoluzione per Marco Cappato dall'accusa di aiuto al suicidio in relazione alla vicenda di Dj Fabo. La pm Siciliano: "Era davvero convinto di mettere fine a tutto quel dolore"

Dj Fabo, il pm: "Cappato ha rispettato la volontà di morire di Fabiano" "Marco Cappato non ha rafforzato il proposito suicidiario di Fabiano, ha semplicemente rispettato la sua volontà". Così in uno dei passaggi della sua requisitoria il pm di Milano, Sara Arduini, davanti alla Corte D'assise chiamata a giudicare l'esponente radicale Marco Cappato per il reato di "aiuto al suicidio" in relazione alla morte in una clinica svizzera di Fabiano Antoniani, detto Dj Fabo, cieco e tetraplegico dopo un incidente. Arduini ha sottolineato la "tenace determinazione di Dj Fabo nel voler andare a morire in Svizzera". Disse persino: "Se non riesco a farlo, chiamo un sicario per uccidermi". Fabiano, così lo ha chiamato nel corso della sua requisitoria il pubblico ministero, "descriveva la sua vita come un inferno insopportabile e alla fidanzata Valeria, che si sentiva sconfitta dalla sua scelta di morire, rispondeva che per lui quella sarebbe stata una vittoria". La Procura di Milano ha chiesto l'assoluzione di Cappato perché "il fatto non sussiste". - H24, immagini di Iacopo Altobelli, montaggio Pier Francesco Cari

MILANO. "Se Fabiano avesse avuto anche solo 30 secondi per muoversi liberamente avrebbe messo fine alle proprie sofferenze da solo, per recuperare quella dignità che la malattia gli aveva tolto. Aveva bisogno di un braccio meccanico che operasse per lui".

Questo uno dei passaggi più toccanti con cui il procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano nella sua requisitoria ha chiesto, assieme al pm Sara Arduini, l'assoluzione per Marco Cappato dall'accusa di aiuto al suicidio in relazione alla vicenda di Dj Fabo.

Il pm, ricalcando la richiesta di archiviazione per l'esponente radicale respinta l'anno scorso dal gip Luigi Gargiulo, ha sottolineato nel suo intervento in aula che "qualunque diritto deve essere messo in bilanciamento"; che "il metro di valutazione è la dignità della vita e della morte"; che "il diritto alla dignità esiste".

Alla luce di questa impostazione, Tiziana Siciliano ha ribadito che "Cappato ha agevolato" dj Fabo "nell'esercizio di un suo diritto". "Diritto che fa s che in determinate condizioni fisiche renda necessario che questa scelta venga portata a compimento. E se questa scelta, per impossibilità fisiche, richiede un aiuto, che questo aiuto venga dato".

Inoltre, ha aggiunto il pubblico ministero, se Antoniani si fosse limitato a rinunciare alle cure sarebbe andato incontro a una "morte indegna", costringendo anche madre e fidanzata "a un trattamento inumano" in quanto "avrebbero assistito a una lunga e rantolante agonia".

Ma lui ha scartato questa possibilità perchè - ha sottolineato il pm Arduini - non ha voluto far passare anche questo alla famiglia" e ha deciso di rivolgersi alla clinica 'Dignitas' vicino a Zurigo "ancora prima di conoscere Cappato". "Fabiano - ha concluso il pm - vedeva il suicidio assistito come una vittoria. La sua volontà di mettere fine alle sofferenze era fortissima".

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