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Iran, ancora sangue. In sei giorni oltre 20 morti

Tra le vittime anche un bambino di 11 anni. Migliaia di persone protestano contro aumento del costo della vita, la disoccupazione, la corruzione del governo e degli esponenti religiosi.  Trump: è ora di cambiare

Proteste in Iran: la rabbia e la disperazione nelle voci delle donne in piazza La protesta della ragazza che sventolava il suo hijab in faccia al regime di Teheran ha dato simbolicamente il via alle proteste delle donne in Iran, che scendono in piazza insieme agli uomini per rivendicare i propri diritti e rinfacciare al governo le loro condizioni di povertà e umiliazione. Le loro voci rimbalzano sempre più numerose in reteImmagini Twitter@masihpooyan/MyStealthyFreedom

Nove persone sono state uccise nella notte tra lunedì e martedì nel corso delle proteste antigovernative in Iran: lo riporta la Tv di Stato del Paese. Il bilancio delle vittime nei sei giorni di proteste in Iran sale così ad almeno 20. Secondo quanto riportato stamani dalla Tv di Stato, sei dimostranti sono stati uccisi durante un attacco a una stazione di polizia a Qahdarijan. Gli scontri, sempre secondo la Tv, sono iniziati quando i dimostranti hanno cercato di rubare armi dalla stazione di polizia. Inoltre, un ragazzino di 11 anni e un uomo di 20 sono stati uccisi a Khomeinishahr, mentre un membro della Guardia Rivoluzionaria iraniana e' stato ucciso a Najafabad. Tutte queste località si trovano nella provincia centrale iraniana di Isfahan, circa 350 chilometri a sud di Teheran.

Iran, lancio di oggetti e lacrimogeni: scontri tra manifestanti e polizia a Tuyserkan Il video pubblicato su Twitter dal corrispondente di BuzzFeed News Borzou Daraghi, mostra le proteste a Tuyserkan, una cittadina di 40mila abitanti nella provincia iraniana di Hamadan, a circa 400 chilometri di distanza da Teheran. ''C'è una rabbia incredibile, potrebbe sembrare una scena ripresa a Sisi Bouzid sette anni fa'', ha commentato il giornalista paragonando gli scontri in Iran a quelli della rivoluzione tunisina, scoppiata il 17 dicembre 2010, che diede vita a un'onda rivoluzionaria che investì l'intero mondo arabo. Secondo la tv di Stato iraniana sarebbero almeno 20 le vittime delle manifestazioni esplose contro il carovita, la disoccupazione e la corruzione della politica. L'ondata di proteste, di cui sono protagonisti soprattutto giovani tra i 20 e i 30 anni, è partita da Mashad e le contestazioni sono dilagate in molte altre città della Repubblica Islamica.


Ma il bilancio delle vittime è sempre piuttosto controverso. Per alcuni media statali sarebbero almeno 23. Secondo i media statali, si contano due morti a Najafabad, nella provincia di Isfahan, e altri due a Khomeinishahr. Inoltre sei persone sono state uccise a Ghahderijan (Isfahan), tre a Tuiserkan (Hamedan) e tre a Izeh (Khuzestan). Ci sono state poi quattro vittime a Doroud (Lorestan) e tre a Shahinshahr (Isfahan).

Iran: roghi in strada a Teheran, intervengono i paramilitari Uno dei pochi video postati su Twitter che riprendono gli scontri a Teheran tra manifestanti e forze dell'ordine: secondo l'utente che l'ha postato i protestanti si sono scontrati con gli uomini del "Basij", una forza paramilitare iraniana fondata per ordine dell'Ayatollah Ruhollah Khomeini Immagini Twitter/@ittionea


Sono 450 i manifestanti arrestati da sabato scorso, 30 dicembre, per le proteste in Iran. Lo riferisce il vicegovernatore per la sicurezza di Teheran, Ali Ashgar Nasserbakht, citato dall'agenzia semiufficiale iraniana Ilna. Secondo questo bilancio, 200 persone sono state arrestate sabato, 150 domenica e 100 nella giornata di lunedì. Le proteste contro il carovita, sfociate poi in manifestazioni antigovernative, sono cominciate giovedì 28 dicembre.

Il capo della Corte Rivoluzionaria della provincia di Teheran, Moussa Ghazanfarabad, ha detto che alcune delle persone arrestate durante le proteste nel Paese potrebbero essere accusate di 'Muharebeh' (guerra contro Dio), un reato che prevede la pena di morte.

Iran: scontri nella notte a Teheran tra manifestanti e polizia Nelle immagini postate su Twitter da una delle Ong iraniane che combatte per il rispetto dei diritti umani gli scontri nella notte di Teheran tra manifestanti e polizia, che ha usato i lacrimogeni per disperdere la folla. La tensione nella capitale, come in diverse altre città, è altissimaImmagini Twitter/@CSDHI


Si allargano le proteste antigovernative in Iran ed aumentano anche il numero dei morti e l'intensità della violenza. Ieri un poliziotto è stato ucciso da un uomo con un fucile da caccia, che ha ferito anche altri tre agenti, nella città di Najafabad, a circa 300 km a sud di Teheran, riporta l'agenzia semiufficiale Mehr.

Iran, Caferri: ''Il grande imbarazzo di Rouhani'' "Il presidente iraniano ha parlato alla nazione per la prima volta dall'inizio delle proteste. Rouhani ha concesso al popolo il diritto di manifestare, trovandosi in forte imbarazzo, perché le persone che protestano sono anche quelle che lo hanno votato, rimanendo deluse dalla sua politica. E chi si oppone alle proteste è al tempo stesso chi si oppone a lui". Il commento di Francesca Caferri

E mentre il presidente della Repubblica islamica, Hassan Rohani apre ai manifestanti purché le proteste non sfocino in violenze, Donald Trump continua a twittare in sostegno ai dimostranti suscitando le reazioni indispettite di Teheran.



In serata è intervenuta anche l'Unione europea attraverso la portavoce dell'Alto Rappresentante per la politica estera dell'Ue, Federica Mogherini: "Siamo stati in contatto con le autorità iraniane e ci aspettiamo che il diritto a manifestare pacificamente e la libertà di espressione siano garantiti, come conseguenza delle dichiarazioni pubbliche del presidente Rohani".

Appelli simili sono stati lanciati anche dal ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, e dal suo collega tedesco, Sigmar Gabriel. Al quinto giorno di proteste, Rohani ha lanciato oggi un appello all'unità tra "governo, parlamento, giustizia e esercito" per tutelare gli "interessi nazionali" contro quello che ha definito un "piccolo gruppo che grida slogan illegali, insulta la religione e i valori della rivoluzione islamica".

La Tv ha però parlato di scontri diffusi, con vittime a Tuyserkan, Shahinshahr, e altre fonti parlano di analoghe manifestazioni a Izeh, oltre che nella capitale Teheran, dove peraltro una ragazza è diventata il simbolo della protesta: ha sfidato le autorità e l'obbligo di indossare il velo, l'hijab, che ha pubblicamente sventolato nel mezzo di una strada affollata. Il suo volto è rapidamente divenuto noto in tutto il Paese, grazie ad un video amatoriale che è stato ampiamente diffuso nonostante le autorità abbiano bloccato l'accesso ai social network, in particolare Telegram e Instagram. E per questo è stata poi arrestata.
Iran, altre donne protestano contro il velo: "Hanno arrestato lei, ma noi siamo tante" Non si ferma la protesta delle donne contro l'obbligo di indossare il velo. Dopo l'arresto della ragazza simbolo della contestazione ripresa a Teheran mentre a capo scoperto sbandiera l'hijab, altre donne stanno condividendo il gesto. In un video pubblicato su Instagram dalla giornalista e leader del movimento "My Stealthy Freedom" Masih Alinejad contro l'obbligo del velo, è ritratta un'altra ragazza mentre a capo scoperto sbandiera l'hijab nella cittadina di Bojnord nel nord del paese. "Arrestandoci - si legge nel commento al video - aumenti ancora di più la nostra consapevolezza. Non lasciamola sola!" Instagram / Masih Alinejad

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