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Lecce: il fidanzato di Noemi Durini confessa d'averla uccisa. Trovato il cadavere

Il diciassettenne ha confessato l'omicidio e indicato dove avrebbero trovato il corpo di Noemi. Il cadavere è stato rinvenuto nei pressi di un pozzo nelle campagne di Castignano del Capo. Insieme al giovane è stato indagato anche il padre. Dalle analisi sull'auto non risultano tracce rilevanti. I ragazzi surono ripresi da una telecamera proprio a bordo della vettura prima che lei sparisse

Giovani fidanzati assassini: sei omicidi eclatanti Fidanzati, o ex, che diventano assassini delle loro ragazze spesso al culmine di una lite, con omicidi particolarmente violenti. Giovani, a volte giovanissime. Il dramma dei femminicidi in Italia ha numeri altissimi, dai 124 del 2011 ai 111 del 2016 secondo i dati ufficiali della Polizia. Ecco i casi più eclatanti

LECCE. Il fidanzato diciassettenne di Noemi Durini, la sedicenne scomparsa da Specchia (Lecce) il 3 settembre scorso, ha confessato di averla uccisa. Il giovane ha anche indicato agli inquirenti il luogo in cui avrebbero trovato il cadavere della sua fidanzata, nelle campagne di Castignano del Capo (Lecce). I carabinieri infatti hanno trovato il corpo nel pozzo indicato. Il cadavere di Noemi risulta vestito e coperto da alcuni massi. Si trova in un luogo facilmente accessibile nelle campagne vicine alla strada statale 275, che collega Maglie a Santa Maria di Leuca.

Noemi Durini
Noemi Durini

Noemi è stata uccisa probabilmente con uno o più colpi di pietra, uno dei quali l'ha raggiunta alla testa. Tracce di
sangue, tra l'altro, sono ancora oggi visibili sul luogo dove è stato ritrovato il cadavere, coperto di sassi, a Castrignano del Capo.

I genitori di Noemi sono stati colpiti  da un malore apprendendo la triste notizia presso la Prefettura di Lecce. Proprio in prefettura alle 13.30 era prevista una conferenza stampa alla presenza dei genitori della ragazzina.

Il ragazzo indagato per omicidio colposo. Nella mattinata di mercoledì 13 settembre il ragazzo era stato indagato per omicidio volontario. L'iscrizione del suo nome nel registro degli indagati è stata disposta dalla Procura per i minorenni di Lecce. Con lui era stato indagato anche il padre, in concorso con il figlio, per l'omicidio volontario della sedicenne. All'uomo, di 41 anni, e al figlio sono stati notificati avvisi di garanzia. Il ragazzo è satto indagato dopo l'analisi delle sue dichiarazioni rese ai carabinieri dopo la scomparsa di Noemi e sulla base degli elementi finora raccolti. Più volte interrogato dopo la scomparsa della giovane, il fidanzato ha fornito dichiarazioni contraddittorie.

Le denunce della mamma di Noemi per le violenze del fidanzato. Qualche settimana fa il fidanzato di Noemi era stato denunciato alla Procura per i minorenni dalla mamma di Noemi, Imma Rizzo, a causa del suo carattere violento. La donna, che temeva per la sorte della figlia che da un anno frequentava il giovane, chiedeva ai magistrati di intervenire per far cessare il comportamento violento del ragazzo e per allontanarlo dalla figlia. Ne erano nati due procedimenti: uno penale per violenza privata, l'altro, civile, per verificare il contesto familiare in cui vive il giovane e se fossero in atto azioni o provvedimenti per porre fine alla sua indole violenta. Procedimenti che però non hanno portato ad alcun provvedimento cautelare, come il divieto di avvicinarsi alla sedicenne, e che invece sono stati attualizzati dalla Procura per i minorenni solo dopo la denuncia di scomparsa di Noemi. L'unica conseguenza che ha prodotto la denuncia della mamma è stato un inasprimento dei rapporti tra le famiglie dei due fidanzati.

La testimonianza del cugino di Noemi. Il cugino di Noemi, Davide, ha raccontato che il fidanzato "era possessivo e geloso, non voleva che mia cugina vedesse altre persone, la picchiava". "Noemi, assieme ai genitori, era andata anche in caserma per denunciare le aggressioni subite dal diciassettenne, e aveva ancora i segni della violenza sul volto, ma non è stato fatto nulla".

Nessuna traccia sull'auto. Dagli accertamenti effettuati non sono state rilevate nè tracce di sangue nè altri elementi che possano far pensare ad un evento violento sulla Fiat 500 a bordo della quale, all'alba del 3 settembre, si trovava Noemi insieme al fidanzato. La certezza che i due fossero sull'auto poche ore prima della scomparsa della giovane arriva dalle riprese di una telecamera di sicurezza di un'abitazione di Specchia. L'auto, di proprietà della famiglia del ragazzo, è da giorni sotto sequestro.

Un frame di un video amatoriale che...
Un frame di un video amatoriale che mostra il fidanzato di Noemi Durini, mentre in uno scatto di rabbia rompe a colpi di sedia i vetri di un'auto parcheggiata nei pressi di un bar ad Alessano, città in cui il giovane vive

L'ultimo post di Noemi una premonizione. L'ultimo lungo post che Noemi ha condiviso su Facebook qualche giorno prima della scomparsa, sembra quasi una premonizione. Una foto inquietante e una sorta di lunga poesia. "Non è amore se ti fa male. Non è amore - c'è scritto - se ti controlla. Non è amore se ti fa paura". Eccolo:



Le analogie con l'omicidio di Sarah Scazzi. La storia di Noemi ricorda tristemente quella di Sarah Scazzi, uccisa sette anni fa per gelosia dalla zia e dalla cugina ad Avetrana. Entrambe adolescenti, la prima 16 anni, la seconda 15; pugliesi, scomparse a settembre e ritrovate morte tutte e due nelle campagne vicino casa: Sarah in un pozzo, Noemi seminascosta da dei massi. Sia nell'omicidio di Sarah che in quello di Noemi c'è il coinvolgimento di un adulto parente dell'assassino. Nella storia di Sarah, per l'uccisione della quale sono state condannate all'ergastolo la zia Cosima e la cugina Sabrina, figura centrale fu l'enigmatico zio, Michele Misseri, che il 6 ottobre 2010 confessò di aver ucciso la nipote strangolandola e che fece ritrovare il cadavere in un pozzo nelle campagne di Avetrana. Più volte Misseri si autoaccuserà per poi negare tutto. La Cassazione nel febbraio scorso ha confermato che autrici dell'omicidio furono Cosima e Sabrina, mentre lo zio di Sarah è stato condannato a 8 anni per concorso nella soppressione del cadavere. Per Noemi è ancora presto per sapere cos'è realmente successo, se quel ragazzo 'difficile', conosciuto dalle forze dell'ordine, in cura al Servizio per le tossicodipendenze, sia realmente l'autore dell'omicidio, come ha confessato, e se abbia fatto tutto da solo. Resta il fatto che anche in questa storia c'è un adulto implicato: il padre del ragazzo infatti è indagato per omicidio in concorso con il figlio.

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