Stadio olimpico, palestre e nuoto a Tessera. Ippica a Padova. Ciclismo e canoa a Treviso
Il quadrante olimpico è raggiungibile in 1 giorno da 25 milioni di persone. Saranno realizzati 26 impianti (13 sono già esistenti), quattro nella Marca e nel Padovano
Olimpiadi Venezia 2020
VENEZIA. Ventisei impianti previsti, tredici dei
quali già esistenti. Venezia come fulcro di tutto il progetto
olimpico, tanto che nella sua area metropolitana saranno presenti
oltre il 60% delle strutture deputate a ospitare le gare, a partire
dal Quadrante Olimpico di Tessera. Tradotto in cifre, significa che
a Venezia si svolgeranno manifestazioni di 24 sport olimpici (10
nel solo Quadrante), per un totale di 230 eventi che si stima
coinvolgeranno quasi 7.900 atleti.
Le aree. Questi, in sintesi, gli aspetti salienti
del masterplan Venezia 2020. Il progetto del Comitato presieduto da
Massimo Cacciari, si allarga, poi, a un’area olimpica estesa che
includendo le province di Treviso e Padova poggia su un bacino
demografico di tre milioni di persone. A Padova, ad esempio, sono
previste 27 manifestazioni in 4 impianti, per un totale di più di
800 atleti. Quattro impianti anche a Treviso, per un totale di 44
eventi che vedranno impegnati 1.200 atleti. Il torneo calcio
consentirà di coinvolgere altre città del Nordest. Porta aperta,
inoltre, alla possibilità di portare le gare veliche a
Trieste.
Gli impianti. Tredici dei 26 impianti previsti,
come detto, è già esistente e altri 6 impianti (pari al 23% del
totale) sono già pianificati. Soltanto 7 impianti, quindi, devono
essere costruiti ex novo in vista dei Giochi. Altro elemento
importante è la tipologia degli impianti previsti: su 26, 17 sono
permanenti e 9 sono temporanei.
Quadrante olimpico. Previsto nell’area di
Tessera, è destinato a ospitare il villaggio olimpico e diverse
strutture tra cui l’Olympic Cube 1 e 2 (due arene indoor
temporanee), il Media Center e l’International Broadcasting Center,
l’Aquacenter e lo Stadio Olimpico. Questo sarà costituito in parte
da strutture mobili, tanto che da 80.000 posti verrà ridotto a
25.000 al termine dei Giochi. L’Aquacenter sarà destinato a
diventare un impianto pubblico/federale. C’è poi il Vega Park e l’a
rea Parco San Giuliano. Il villaggio e i due centri destinati a tv
e media potranno, viene sottolineato, diventare spazi a
destinazione direzionale, commerciale o espositiva.
La mobilità. Il sistema aeroportuale
Venezia-Trevsio ha una capacità di oltre 15 milioni di
passeggeri/anno, quasi il doppio, ad esempio, di quella di Rio de
Janeiro, scelta per ospitare i Giochi del 2016. Oltre al Marco
Polo, il sistema interessato prevede il coinvolgimento anche del
Canova (Treviso), Catullo (Verona) e Ronchi dei Legionari. Entro il
2020 sono previste ulteriori, importanti migliorie quali: nuova
stazione Tav interconnessa con il gate aeroportuale, ammodernamento
di diversi tratti autostradali, rafforzamento della rete
trasportistica via mare.
La ricettività. Per poter ospitare i Giochi, il
Cio richiede la disponibilità di 29mila stanze in hotel 3-5 stelle
in un raggio di 50 chilometri dal «game center» e altre 11mila
devono costituire una «riserva precauzionale». Nell’area olimpica
di Venezia 2020 sono presenti 44.170 stanze. Di queste, oltre
41mila sono in provincia di Venezia e 2.500 a Padova città.
(30 dicembre 2009)