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lunedì 22.03.2010 ore 09.45
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Stadio olimpico, palestre e nuoto a Tessera. Ippica a Padova. Ciclismo e canoa a Treviso

Il quadrante olimpico è raggiungibile in 1 giorno da 25 milioni di persone. Saranno realizzati 26 impianti (13 sono già esistenti), quattro nella Marca e nel Padovano
Olimpiadi Venezia 2020
Olimpiadi Venezia 2020
VENEZIA. Ventisei impianti previsti, tredici dei quali già esistenti. Venezia come fulcro di tutto il progetto olimpico, tanto che nella sua area metropolitana saranno presenti oltre il 60% delle strutture deputate a ospitare le gare, a partire dal Quadrante Olimpico di Tessera. Tradotto in cifre, significa che a Venezia si svolgeranno manifestazioni di 24 sport olimpici (10 nel solo Quadrante), per un totale di 230 eventi che si stima coinvolgeranno quasi 7.900 atleti.

Le aree. Questi, in sintesi, gli aspetti salienti del masterplan Venezia 2020. Il progetto del Comitato presieduto da Massimo Cacciari, si allarga, poi, a un’area olimpica estesa che includendo le province di Treviso e Padova poggia su un bacino demografico di tre milioni di persone. A Padova, ad esempio, sono previste 27 manifestazioni in 4 impianti, per un totale di più di 800 atleti. Quattro impianti anche a Treviso, per un totale di 44 eventi che vedranno impegnati 1.200 atleti. Il torneo calcio consentirà di coinvolgere altre città del Nordest. Porta aperta, inoltre, alla possibilità di portare le gare veliche a Trieste.

Gli impianti. Tredici dei 26 impianti previsti, come detto, è già esistente e altri 6 impianti (pari al 23% del totale) sono già pianificati. Soltanto 7 impianti, quindi, devono essere costruiti ex novo in vista dei Giochi. Altro elemento importante è la tipologia degli impianti previsti: su 26, 17 sono permanenti e 9 sono temporanei.

Quadrante olimpico. Previsto nell’area di Tessera, è destinato a ospitare il villaggio olimpico e diverse strutture tra cui l’Olympic Cube 1 e 2 (due arene indoor temporanee), il Media Center e l’International Broadcasting Center, l’Aquacenter e lo Stadio Olimpico. Questo sarà costituito in parte da strutture mobili, tanto che da 80.000 posti verrà ridotto a 25.000 al termine dei Giochi. L’Aquacenter sarà destinato a diventare un impianto pubblico/federale. C’è poi il Vega Park e l’a rea Parco San Giuliano. Il villaggio e i due centri destinati a tv e media potranno, viene sottolineato, diventare spazi a destinazione direzionale, commerciale o espositiva.


La mobilità. Il sistema aeroportuale Venezia-Trevsio ha una capacità di oltre 15 milioni di passeggeri/anno, quasi il doppio, ad esempio, di quella di Rio de Janeiro, scelta per ospitare i Giochi del 2016. Oltre al Marco Polo, il sistema interessato prevede il coinvolgimento anche del Canova (Treviso), Catullo (Verona) e Ronchi dei Legionari. Entro il 2020 sono previste ulteriori, importanti migliorie quali: nuova stazione Tav interconnessa con il gate aeroportuale, ammodernamento di diversi tratti autostradali, rafforzamento della rete trasportistica via mare.

La ricettività. Per poter ospitare i Giochi, il Cio richiede la disponibilità di 29mila stanze in hotel 3-5 stelle in un raggio di 50 chilometri dal «game center» e altre 11mila devono costituire una «riserva precauzionale». Nell’area olimpica di Venezia 2020 sono presenti 44.170 stanze. Di queste, oltre 41mila sono in provincia di Venezia e 2.500 a Padova città.
(30 dicembre 2009)
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