Ombralonga, mille irriducibili
di Enrico Lorenzo Tidona
Mille gli irriducibili arrivati ieri a Treviso per l’Ombralonga
«clandestina». Questo il numero secondo gli organizzatori di
«Veneto tra terra e cielo», manifestazione sostitutiva della
«kemesse etilica» bandita dalla città, i cui fan hanno però
affollato il centro fin dal mattino in cerca di un’ «ombra».
Sono lontani i 70.000 partecipanti raggiunti negli anni passati. Ma
oltre alle macchine e ai treni, anche quest’anno non sono mancate
le corriere piene di fan dell’Ombralonga. In 52 sono arrivati con
un bus da Vicenza, 40 da Bologna, 30 da Modena. Alcuni esempi di
come, nonostante l’out out da parte di amministrazione e forze dell’
ordine, gli irriducibili non abbiamo mollato l’osso.
Complice la rete, le mail, Facebook. Comunicazioni informali via
etere che hanno permesso un’auto-organizzazione da parte di
centinaia di giovani confluiti fino al pomeriggio nel centro di
Treviso. Ad accoglierli Gentilini, fan sfegatato dell’Ombralonga,
oltre a bar e osterie. «L’unica differenza con l’anno passato è che
adesso si beve dentro i locali e non più fuori» racconta Fabrizio,
organizzatore del gruppo bolognese vestito con la pettorina
ufficiale dell’Ombralonga 2003. «Ce le hanno consegnate questa
mattina gli ex organizzatori - affermano altri giovani che alle 13
scaldano i motori ai Soffioni - è dal 2002 che veniamo. Quest’anno
la città non è più ridotta a uno scempio però c’è molta meno gente,
pochi i non trevigiani».
Non è mancato il ricorso alle ambulanze. Il bilancio della
manifestazione clandestina parla di una ragazza soccorsa in
Pescheria e ricoverata in ospedale, arrivata a sfiorare il coma
etilico mentre ci sono state tensioni in piazza Rinaldi e una rissa
serale in piazzetta Dolfin davanti al Due Piani con 10 persone
coinvolte, poi identificate dalla polizia. L’episodio più grave si
segnala in Pescheria con un vigile colpito al volto dal pugno di un
briaco: l’agente è ricorso alle cure dell’ospedale. «Non è più la
stessa festa ma noi non ci fermiamo», dicono un po’ delusi alcuni
ragazzi da Padova, seguiti a ruota da una decina di parmensi.
Dentro le mura i controlli sono infatti serrati, coordinati dal
comandante dei vigili Federica Franzoso, che dichiara: «Abbiamo
finalmente voltato pagina, i messaggi lanciati nei mesi scorsi per
dissuadere quanti volevano venire a bere hanno avuto il loro
effetto». Alle imboccature della città c’erano invece pattuglie
miste vigili e polizia che, muniti di alcol-test, hanno effettuato
decine di controlli. A mancare quest’anno è però l’ordinanza che
impediva la vendita di bottiglie di vetro. Tanti i ragazzi sparsi
nelle vie con le mani cariche di vino. «Siamo noi che dobbiamo
negargliele - dice Fabio Tambarotto di Muscolìs - l’amministrazione
doveva pensarci prima». A chiudere le serrande anzitempo sono i
gestori dell’osteria ai Nanetti: «E’ pieno di ombralonghisti, ci
tocca chiudere: per partecipare ci doveva essere un’organizzazione
e un’iscrizione ufficiali».
(19 ottobre 2009)