Olimpiadi, Venezia 2010. A Treviso ciclismo e canoa
Fantini svela il piano: puntiamo a 7 milioni di spettatori
Federico Fantini
VENEZIA. «Visto? Qui ci sono le risposte alle
criticità che sono state avanzate sulla nostra candidatura».
Federico Fantini, direttore generale del Comitato olimpico Venezia
2020, fa parlare i numeri. «Il masterplan prevede 26 impianti
sportivi, 13 di questi sono già esistenti. Inoltre, nell’area
metropolitana di Venezia sono localizzate oltre il 60% delle
strutture. Tradotto in cifre significa che a Venezia si svolgeranno
manifestazioni di 24 sport olimpici (10 nel solo Quadrante di
Tessera, ndr) per un totale di 230 eventi che si stima
coinvolgeranno quasi 7.900 atleti». Venezia 2020 alza, in
anteprima, il sipario sul masterplan veneto a cinque cerchi.
Fantini, chi ha espresso dubbi sulla dotazione
impiantistica di Venezia 2020 e su una candidatura che si ritiene
avanzata da una Regione e non da una città, è sistemato...
«Non disporre di tutti gli impianti sportivi a 11 anni
dall’evento non è certo una criticità. L’impiantistica, come dice
lo stesso Cio, va pensata anche in funzione dello sviluppo
tecnologico delle infrastrutture stesse. La rete degli impianti
esistenti considerata nel nostro piano non è la migliore del mondo,
ma è interessante. Penso al Palanet di Padova o alle Padovanelle o,
ancora, al Palaturismo di Jesolo. Sei dei nuovi impianti previsti,
inoltre, sono già pianificati a prescindere dalla candidatura
olimpica. Il Velopark di Treviso, ad esempio, è già inserito nella
Finanziaria 2008. Solo sette impianti, quindi, dovranno essere
costruiti ex novo».
Quali sono gli altri aspetti qualificanti del vostro
masterplan?
«La compattezza dell’evento, garantita anche da un piano
di mobilità eccezionale. Nel Quadrante Olimpico, previsto nell’area
di Tessera, saranno ospitati 171 eventi di 10 diverse discipline: a
Londra 2012, per fare un confronto, saranno sette gli sport
ospitati nell’Olympic Park. La mobilità e l’integrazione della
stessa con le sedi degli impianti è stata pensata per dare l’o
pportunità di poter seguire più di un evento nell’arco di una
giornata. Pensiamo, ad esempio, alle potenzialità del Servizio
ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). Proprio sulla mobilità,
contiamo di avere maggiori chance rispetto a una grande capitale,
dove il rischio di congestionamento del traffico è maggiore».
A proposito di infrastrutture, Sfmr e Alta velocità sono
dei cardini del vostro progetto. Alle spalle, però, hanno una
storia di lunghe discussioni e pochi, almeno fin qui, cantieri
aperti. Per non parlare dei quattrini stanziati.
«Sui grandi progetti pesa, ovviamente, la ciclicità
economica. Va tenuto conto, però, che gli investimenti sulla
mobilità, che non spettano al Comitato, sono sottoposti a procedura
commissariale. Questo semplifica il quadro. In Veneto, poi, c’è una
maggiore cultura del fare rispetto ad altre aree».
Qual è la portata economica del progetto?
«L’obiettivo della sostenibilità abbraccia l’ambiente ma
anche il piano finanziario. L’impatto sarà decisamente leggero
rispetto agli standard. Anche questa è innovazione. L’o
rganizzazione dell’evento ruota attorno a costi per 2 miliardi. Per
quanto riguarda le spese per le strutture sportive, i costi extra
rispetto a quanto già preventivato saranno bilanciati dalle
entrate. Si parla, tra i ricavi, di diritti televisivi,
merchandising e biglietti».
Che bacino di spettatori considerate?
«Pensiamo a 6-7 milioni di biglietti. Presto per
azzardare a dei ricavi, ma una stima verosimile può essere basata
su circa 50 euro a biglietto».
Nel masterplan non c’è traccia di una integrazione con il
progetto Veneto City. L’avete considerato?
«Conosciamo l’area, ci sono stati anche degli incontri
con i rappresentanti di quel progetto. In questa fase non fa parte
del dossier, ma non escludiamo che possa rientrarvi in un secondo
momento. Magari con un coinvolgimento legato, ad esempio, alla
produzione televisiva».
Sul fronte della ricettività alberghiera i numeri ci sono,
ma dal punto di vista della qualità?
«Il Cio richiede la disponibilità di 29mila stanze in
hotel a 3-5 stelle nell’area olimpica. Venezia 2020 arriva a
44.170. Sul fronte della qualità è sostenibile già oggi».