Investe un bambino e scappa
poi chiede i danni: denunciata
Una donna al volante investe un bambino e scappa, poi torna indietro per due volte a chiedere i danni. L’incredibile episodio è accaduto lunedì sera nel centro di Roncade: il ragazzino si è salvato per miracolo, con l’impatto attutito dal borsone di calcio. Mentre i genitori erano ancora sotto shock per l’accaduto, il pirata ha richiesto il pagamento (circa 600 euro di danni) per due volte, anche il giorno seguente. Alla fine è stata denunciata per omissione di soccorso.
Una vicenda sconcertante accaduta lunedì sera, poco prima delle
19.30 in via Pozzetto, la strada che collega il centro di Roncade
alla frazione di Sant’Elena, a Silea.
Dopo l’allenamento, il pulmino di una società calcistica stava
riportando a casa i ragazzini, stanchi dopo le fatiche sul
campo.
Arrivato al confine comunale, l’autista ha accostato per far
scendere un ragazzino di nove anni: il bambino ha fatto appena in
tempo a caricarsi il borsone sulle spalle e compiere i primi passi
per attraversare la strada quando è stato centrato in pieno da una
Fiat 600 che percorreva la strada ad alta velocità.
Un impatto violento, accaduto proprio di fronte agli amichetti: il
ragazzino è stato sbalzato per una decina di metri, fortunatamente
non ha sbattuto la testa sull’asfalto, ma è comunque rimasto
ferito.
Mentre i compagni di calcio urlavano disperati e l’autista del
pulmino scendeva dal mezzo, la conducente «dribblava» l’ostacolo e
faceva perdere le proprie tracce.
L’auto pirata rischiava di rimanere per sempre sconosciuta: l’a
utista del pulmino, infatti, non ha avuto la prontezza di annotarsi
il numero di targa del veicolo, preferendo ovviamente soccorrere il
bambino.
Le sue condizioni non sono parse gravi, proprio grazie al borsone,
ma il giovane era sotto shock. Dalla finestra la madre si è accorta
della confusione, ed è uscita vedendo il figlio a terra. Sul posto
è arrivata un’ambulanza del Suem per soccorrere il bambino, portato
al pronto soccorso del Ca’ Foncello: i medici gli hanno
diagnosticato un lieve trauma cranico e una contusione al braccio
destro, con ferite giudicate guaribili in 10 giorni.
Dopo le cure il bambino è tornato a casa. Ma è stato preceduto
proprio dall’investitrice: la donna, una 45enne di San Cipriano,
circa un’ora dopo il sinistro è tornata indietro per chiedere ai
vicini dove abitasse il ragazzino.
Si è ripresentata in serata, suonando il campanello giusto. E, con
grande sorpresa dei familiari, anziché chiedere perdono ha
domandato 600 euro per i danni causati alla sua automobile: il
cofano si è rovinato nell’impatto.
I genitori del bambino non le hanno aperto, così l’investitrice è
tornata il giorno dopo con il compagno, pretendendo di liquidare
velocemente la questione. «Datemi 600 euro e ce ne andiamo», ha
insistito, senza però ricevere nulla.
I genitori hanno quindi deciso di rivolgersi alle autorità: l'altra
mattina si sono recati alla stazione dei carabinieri di Roncade,
che hanno consigliato loro di sporgere denuncia per omissione di
soccorso.
Una vicenda che poteva finire in tragedia, e che soltanto per
circostanze fortuite non ha causato vittime: i genitori del bambino
vogliono comunque che sia fatta chiarezza sulla vicenda, punendo il
pirata della strada e chiedendo maggior sicurezza in una via
particolarmente a rischio per i pedoni a causa dell’alta velocità.
(19 febbraio 2009)