I musulmani in azzurro
sfidano Gentilini
Bambini e ragazzi con la maglietta degli Azzurri, tricolori, Inno di Mameli. E' andata in scena così la sfida dei giovani musulmani a Gentilini, che ha negato loro il parcheggio di Monigo per la preghiera del venerdì
La preghiera, fatta a tutti i costi in un parcheggio blindato dalle
forze dell'ordine, alla periferia di Treviso, per i fedeli islamici
di ''seconda generazione'' e' stata una doppia sfida. Sono arrivati
verso mezzogiorno, di fronte a polizia, carabinieri e vigili
urbani, hanno riflettuto qualche minuto sul da farsi e poi, con
bandiere italiane e maglie azzurre, accompagnati dall'inno di
Mameli, hanno deciso di forzare il divieto di occupare quel suolo
pubblico gia' formalizzato dall'amministrazione leghista.
Ma oltre a ribadire cosi' alle autorita' municipali la loro
intenzione di andare fino in fondo, i musulmani ''junior'' di
Treviso, nati in Italia e molti iscritti da anni nei licei della
citta', hanno voluto segnare una rottura con i connazionali
''storici''. Quelli, cioe', arrivati in Veneto vent'anni fa e che
da ormai molto tempo, nella ricerca di una autentica integrazione
in citta' come Treviso, hanno scelto la politica dei piccoli passi
e del confronto con le istituzioni. Questa fascia di
extracomunitari, i pionieri della prima ondata di immigrazione
marocchina degli anni '80, ieri hanno formalmente preso le distanze
dalla seconda generazione.
''Il muro contro muro in un contesto governato da
un'amministrazione guidata da Gian Paolo Gobbo e Giancarlo
Gentilini - sostengono - non porta a nessun risultato. Occorre
insistere senza stancarsi con le mediazioni, presto forse una
soluzione alla mancanza di spazio per la preghiera del venerdi'
sara' superata''. I giovani, al contrario, per niente spaventati
dalla multa di oltre mille euro ricevuta oggi per il rito non
autorizzato dello scorso 6 giugno, non retrocedono e, anzi,
rilanciano.
''Dalla prossima settimana in questo parcheggio ci verremo sia il
venerdi' sia la domenica. Noi studiamo, lavoriamo e paghiamo le
tasse in Italia, se vogliono arrestarci - aggiungono - si
accomodino''. L'obiettivo, peraltro gia' raggiunto, e' quello di
richiamare su Treviso l'attenzione di media internazionali come Al
Jazeera o i vari quotidiani inglesi e francesi che gia' si occupano
del caso. Testate che a quest'ora avrebbero investito molto piu'
spazio, ricordano pero' gli immigrati della prima ora, se non
avessero tenuto conto dei ripetuti inviti alla moderazione loro
rivolti dalla stessa componente moderata che lavora per un
accomodamento magari piu' lento ma, cosi' sperano, piu' efficace
della questione.
(13 giugno 2008)