"Gentilini ci critica? Ignora il nostro lavoro"
I preti immigrati strigliano lo sceriffo. Don Vallotto: logica sbagliata
Giancarlo Gentilini
«Non volere i preti immigrati è non capire che la Chiesa non
ragiona in base ai campanili ma ha una visione universale. Un
pensiero simile avrebbe impedito a centinaia di missionari di
portare la fede nel mondo». A parlare e Don Giuliano Vallotto, 15
anni «da immigrato» nelle missioni dell’America Latina e della
Tunisia, oggi responsabile degli immigrati in Italia. Nel mirino le
dichiarazioni di Gentilini che mercoledì, scoprendo la statua del
crocifisso a Palazzo Rinaldi ha tuonato contro i preti stranieri,
criticati perché poco integrati e quindi utili alla comunità.
«Gentilini sbaglia - dice Vallotto - perché pensa alla chiesa come
a un singolo campanile. Mentre la comunità cattolica è ampia in
tutto il mondo».
«Solo battute politiche» così liquida le parole di Gentilini Don
Peter Jian, cinese, da tre anni «ospite» della parrocchia di
Castello di Godego, «forse non conosce il lavori di noi preti
immigrati». In tutta la Marca sono una decina, originari di paesi
diversi e arrivati a Treviso su richiesta del vescovo anche per
aiutare le comunità straniere cattoliche nella preghiera. «La
radice è la stessa per tutti - spiega don Gabriele Bittante,
responsabile dell’ufficio pastorale immigrati, che coordina l’a
ttività dei preti stranieri - ma le espressioni della liturgia
cattolica possono cambiare da continente a continente. Ecco che i
preti immigrati affiancano le comunità». Straniere ma anche
italiane.
«I rapporti all’inizio possono essere difficili, abitudini e
lingua spesso segnano distanze - spiega Don Jean Baptiste Kalimba,
ruandese, in servizio alla parrocchia di San Trovaso da otto anni -
ma basta la conoscenza per superare le diffidenze. Io gioco a
calcio con i ragazzini del quartiere, dico messa per gli africani,
ma anche per gli altri parrocchiani». Le parole di Gentilini? «Non
comment» replica Don Bittante. Ma serpeggia l’idea che il
vicesindaco abbia parlato senza sapere né chi fossero, né cosa
facessero i preti immigrati.
(11 dicembre 2009)