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lunedì 06.09.2010 ore 11.31
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FRONTIERE DELLA MEDICINA
Il lungo viaggio per la vita di Ariunzul

Dalla Mongolia a Treviso per l'operazione al cuore. "Ora è sana e salva"
di Laura Canzian
La piccola Ariunzul
La piccola Ariunzul
TREVISO. Dalla Mongolia a Treviso per operare il suo piccolo cuore malato. E' la storia di Ariunzul, 2 anni, bambina nata con una rara e grave cardiopatia: i due ventricoli non sono separati. Lunedì all'ospedale di Padova è stata operata e ieri è uscita dalla rianimazione. E' stata una task force di medici e associazioni trevigiane a portarla in Italia per il delicato intervento durato 4 ore effettuato dal trevigiano Giovanni Stellin, direttore dell'unità di Cardiochirurgia pediatrica di Padova. Una vittoria impagabile.

Ariunzul è arrivata in Italia lo scorso 9 luglio con mamma Bolormaa di 26 anni e Tungalag, una giovane medico mongolo che conosce l'italiano. Sono state ospitate all'inizio dal primario di Chirurgia maxillo-facciale del Cà Foncello Giovanni Mazzoleni, colui che per primo si è interessato al caso perchè membro dell'equipe dei medici trevigiani che regolarmente vola verso la Mongolia per missioni di volontariato sanitario negli ospedali di quel Paese. E' lì che ha conosciuto padre Giorgio Marengo, missionario di Arvayheer, città ai confini fra la steppa e il deserto dei Gobi. Ed è proprio il sacerdote ad aver inviato lo scorso primo maggio una mail a Mazzoleni, segnalandogli il caso di Ariunzul.

La piccola abita a 140 chilometri da Arvayheer, in un piccolo villaggio. Figlia unica di un minatore di carbone, vive in una tenda come molti dei suoi compaesani. Il villaggio infatti è piccolo e povero: si vive nella maggiorparte dei casi di pastorizia, ma non basta a sostenere una famiglia tanto che la stessa Ariunzul, com'è uso costume in quelle terre, sarà allattata fino all'età di 5 anni cosicché la famiglia avrà una bocca in meno da sfamare.
La sua vita inizia subito in salita. Fin dalla sua nascita la bimba manifesta problemi: soffre di difficoltà respiratorie, affaticamenti, blocchi respiratori. I genitori partono, e dopo mille peripezie riescono a farle efttuare un elettrocardiogramma. L'esame è netto, rivela la mancata separazione dei ventricoli del suo cuore. Un problema che richiederebbe un intervento tempestivo, immediato, per poter essere risolto. Ma in Mongolia operazioni del genere non si effettuano (non esiste Cardiochirurugia infantile), mentre in altri Paesi vicini si dovrebbero pagare fior fior di quattrini.


I genitori di Ariunzul tentano il viaggio in cina, ma si rendono presto conto di non avere abbastanza risorve per arrivare e trovare una sala operatoria disposta ad affettuare l'intervento senza ingenti somme. Desistono.

Ariunzul potrebbe evitare la sala operatoria, ma senza intervento potrebbe non arrivare oltre i 20 anni. Il destino però ha deciso di farle l'occhiolino: il caso della piccola dagli occhi a mandorla giunge all'orecchio di padre Giorgio Marengo che invia una mail all'amico Mazzoleni. Inizia la catena di solidarietà. Il primario si informa sui programmi regionali per cittadini extra comunitari che devono curarsi in Veneto e inoltra la domanda.
L'associazione trevigiana che si fa da garante per l'arrivo della piccola è «Help for children» di San Vendemiano. All'operazione collaborano il «Lyons Treviso-Europa» e l'associazione «Bambini di Chernobyl» di Mirano. Mamma, piccola e interprete ottengono straordinariamente un visto fino al 18 agosto. La piccola sbarca all'aeroporto di Venezia abbracciata alla madre. E' il primo viaggio di una vita, per la vita.

Di lì a Treviso. Gli occhi della mamma pieni di apprensione, quelli della piccola curiosi, scintillanti, persi tra mattoni, volti e colori di un mondo nuovo. Le ospita Mazzoleni, poi trovano alloggio nel convitto di suore dietro il Duomo. Hanno una stanza tutta per loro. Cibo e acqua a volontà. Il padre si informa sullo stato di salute della piccola Ariunzun via mail, attraverso padre Giorgio, fino a lunedì mattina, quando la piccola entra in sala operatoria. «Sono molto emozionata - dice mamma Bolormaa - Avevo paura prima del viaggio». Quando il lettino esce dalla sala l'equipe è ottimista, ma tace. Scioglie le riserve solo ieri. «La piccola sta bene». La madre si scioglie: «Non vi dimenticherò mai».
(29 luglio 2010)
 
 
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