La vita solitaria di Ernesto Girotto: un uomo senza desideri
di Chiara Ferretto
VILLORBA. Quali sono i veri desideri della nostra
società e che cosa è davvero capace di soddisfarci? E’ questa la
provocazione lanciata dai fratelli Fulvio e Ignazio Roiter nel
libro «Un uomo senza desideri», che racconta attraverso splendide
immagini e testi inediti la vita solitaria di Ernesto Girotto,
vissuto per più di quarant’anni in un piccolo podere di San
Cipriano senza alcun contatto con l’esterno.
Un pozzo per l’acqua, pochi stracci per coprirsi, un ettaro di
terra per coltivare il proprio nutrimento e per procurarsi la legna
da ardere: questo e nient’altro era ciò di cui Ernesto Girotto
aveva bisogno. E il libro dei Roiter colpisce come uno schiaffo la
società del consumismo, dei falsi bisogni e degli sprechi. Proprio
in un momento di crisi economica, che ci pone di fronte alla
necessità di ridurre i nostri bisogni e di tornare a distinguere l’e
ssenziale dall’eccesso, il Comitato Provinciale Auser ha voluto
accendere ancora una volta i riflettori su un uomo che, nella sua
scelta di vita radicale ed estrema, estrema, costituisce un esempio
inimitabile di sobrietà e di forza morale.
La Libreria Lovat di Villorba ha ospitato in un affollatissimo
incontro Ignazio Roiter, primario dell’ospedale di Oderzo e autore
dei testi che accompagnano le immagini di Fulvio. I due fratelli
sono stati tra i pochissimi visitatori ad avere accesso alla tenuta
di questo straordinario eremita di città, morto di stenti all’età
di 73 anni, a seguito della siccità che nel 2003 ha martoriato la
campagna veneta.
La vita solitaria e radicale di Girotto è stata protagonista anche
del documentario di Ermanno Olmi «Terra Madre», che mutua il suo
nome da un progetto di Slow Food, il movimento nato per difendere
le biodiversità e la qualità delle produzioni agro-alimentari
locali. Il piccolo podere di San Cipriano, che nel 2008 si è
aggiudicato il concorso «Luoghi di Valore» della Fondazione
Benetton, è da anni oggetto di discussione sulla sua destinazione.
Il sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato, che come avvocato molti
anni fa aveva difeso Girotto dalla domanda di interdizione
presentata dalla sorella, non ha mai nascosto la volontà di crearne
un museo, mentre Slow Food vorrebbe farne un presidio di rilievo
internazionale, salvaguardando quella terra rimasta incontaminata
come una piccola finestra aperta sul passato e sulla purezza della
natura.
(26 gennaio 2010)