Arrestata imprenditrice cinese
sfruttava connazionali clandestini
Una ripresa dalle telecamere
nel laboratorio tessile
DOSSON. Una cinese, Hu Yunhua, 44 anni, titolare di un laboratorio tessile Dosson Di Casier (Treviso), è stata arrestata dalla polizia della Questura di Treviso per avere impiegato al lavoro connazionali clandestini. Altri due cinesi sono stati arrestati per violazione alla legge Bossi-Fini.
Il blitz è scattato nella zona industriale di Dosson, nel laboratorio Confezione Xindà. Agenti dell'ufficio immigrazione della Questura con il supporto della polizia locale, coordinati dalla squadra mobile, hanno fatto irruzione nel laboratorio, che si era tutelato da eventuali intrusioni servendosi di un sistema di telecamere collegate a monitor. All'interno c'erano una decina di persone con la titolare. A un approfondito controllo la polizia ha notato celato dietro una lavatrice un foro che portava ad una stanza dove sono stati trovati nascosti altri cinesi.
Complessivamente nella ditta si trovavano 18 persone, quattro delle quali clandestine. Sono stati tutti accompagnati in questura per accertare la loro identità e la loro posizione al lavoro. Molto precaria, è stata definita dagli investigatori, la situazione igienico sanitaria della ditta, i lavoratori erano costretti a turni massacranti, oltre 10 ore al giorno, per tutta la settimana per uno stipendio molto inferiore a quello stabilito dal contratto.
(29 gennaio 2010)