Stritolato dal treno dopo l'Ombralonga
Il giovane si addormenta ubriaco sulla banchina: risucchiato dal merci
di Giorgio Barbieri
Travolto e ucciso da un treno merci al ritorno dall’Ombralonga.
Andrea Dal Cason, 23 anni di Carmignano di Brenta nel Padovano, è
morto ieri pomeriggio alla stazione di Paese. Stava dormendo sul
ciglio della banchina quando alle cinque di pomeriggio un treno
merci lo ha travolto, trascinando il corpo per oltre 150 metri. L’O
mbralonga fa quindi la sua prima vittima. Dal Cason era salito poco
prima delle cinque sul treno Trevio-Vicenza per tornare a casa,
dopo una giornata trascorsa a Treviso a bere tra le osterie della
città insieme a diversi amici. Aveva addosso anche il kit della
manifestazione enogastronomica. Una volta salito sul treno si
accorge di aver lasciato alla stazione di Treviso buona parte del
gruppo che era con lui. Insieme all’unico compagno che gli è
rimasto, decide di scendere alla prima fermata per aspettare il
resto della compagine.
Poco prima delle quattro, i due arrivano a Paese e abbandonano il
treno fermandosi ad aspettare gli amici in arrivo con il mezzo
successivo. Ma i bicchieri bevuti durante la mattinata e il primo
pomeriggio iniziano a farsi sentire. I due, che secondo le prime
testimonianze raccolte dalla polizia ferroviaria erano alticci, si
sdraiano sul marciapiede della stazione. In pochi secondi entrambi
prendono sonno e si addormentano. Dal Cason perde conoscenza
proprio sul ciglio della banchina, il suo amico più all’interno. La
tragedia è questione di una frazione di secondo. Non c’è nessun
pendolare in attesa di un treno, per cui nessuno può vedere e
cercare di evitare cosa sta per accadere.
In stazione viene annunciato il transito di un treno merci che non
prevede sosta a Paese. Nessuno sente, tantomeno i due padovani. Il
macchinista non vede i due giovani sdraiati e tira dritto. Il
povero Andrea Dal Cason viene quindi risucchiato dal mezzo e
trascinato sui binari per oltre 150 metri. Il conducente del treno
non si accorge di nulla e prosegue il suo viaggio. Il ventitreenne
muore sul colpo. Pochi minuti dopo arriva un altro mezzo. Ed è il
macchinista di questo secondo treno a capire cosa è accaduto. Vede
a terra il corpo straziato del ragazzo e chiama le forze dell’o
rdine, che a loro volta fanno arrivare sul posto i medici del
pronto intervento.
Il traffico ferroviario va quindi in tilt. A Paese arrivano gli
uomini della polizia ferroviaria e della questura. Vengono fatti i
rilievi e raccolte le testimonianze. La prima è quella del
ventiduenne amico di Dal Cason che era stato svegliato poco prima
dai medici del Suem. Il ragazzo è sotto choc. Dice di non aver
visto e di non essersi accorto di nulla perché stava dormendo. Poi
il ragazzo chiama al cellulare Marica, la fidanzata di Dal Cason.
Questa era insieme a loro all’Ombralonga ma non era salito sul
treno insieme agli altri due. Toccherà a quest’ultima fare la
telefonata più drammatica, ai genitori di Andrea, mamma Enide e
papà Luigi.
(20 ottobre 2008)