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mercoledì 10.02.2010 ore 03.41
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Organizzatori sotto choc: mai più così

Oggi riunione dei vertici Ascom (tra le polemiche) per decidere cosa fare
TREVISO. Mai più un’Ombralonga così. E forse mai più un’Ombralonga con questa denominazione. Potrebbe essere questa la decisione della giunta dell’Ascom, che si riunisce oggi per fare il punto sulla manifestazione, anche alla luce, tragica, di quanto è successo a Paese. Il presidente Guido Pomini, che con la sua associazione aveva appoggiato la kermesse, si dice addolorato e profondamente deluso da come, al di là della tragedia, erano andate le cose domenica pomeriggio a Treviso. Il patron Gazzotti, invece, parla per comunicati stampa.

«La morte del ragazzo di ritorno da Ombralonga - manda a dire in poche righe, schivando il contraddittorio di una vera intervista - mi ha distrutto, è capitata in un modo assurdo e nel momento in cui facevamo appello all’uso dei treni per evitare le tragedie della strada. Se è vero che gli eccessi potevano essere prevedibili, di sicuro i treni non sembravano un pericolo. Mi sento profondamente vicino alla famiglia e agli amici. ci ho messo tutto il mio impegno per cambiare Ombralonga, per portare ristorazione di qualità e per regolarizzare e controllare la giornata di domenica. Purtroppo gli eccessi, domenica, ci sono stati ed hanno cancellato anni di lavoro. Sono pronto a fermarmi e a riflettere, voglio prendermi del tempo, metto a disposizione la mia esperienza e invito a pensare ai risultati di venerdì e sabato sera».

Che dell’esperienza di Gazzotti in Ombralonga Ascom voglia ancora disporre è da vedere. «La vita umana vale più del divertimento della folla. La tragedia è purtroppo una delle conseguenze drammatiche di una giornata di eccessi - dice Pomini - Una giornata, quella di domenica, tutta da cancellare. Al di là della tragedia, quello che è scorso sotto gli occhi di tutti non è ciò che volevamo per Treviso, dando il nostro sostegno agli organizzatori. Il venerdì e il sabato, belli, con lo spirito giusto, sono stati cancellati da quella domenica».


Possibile che l’Ombralonga, con questo nome, attiri per la domenica solo un certo tipo di “clienti”? «Di sicuro larga parte del pubblico domenicale è venuta per bere smodatamente, forse legata a quel nome. Dobbiamo rifletterci sopra. Non ci saranno mai più Ombralonga così, per quanto ci riguarda. E, servisse, dovremo pensare a qualcosa di diverso da quel nome». E su Gobbo, che ha ripudiato la manifestazione, dice: «Lo capisco perfettamente. Ma non riesco a dimenticare la bellezza e la riuscita del venerdì e del sabato. E da queste che dobbiamo ripartire. Treviso si è chiamata fuori, domenica? Quel che è successo è sotto gli occhi di tutti, anche senza andare con la mente a quel povero ragazzo morto sui binari: Treviso però, il sabato e la domenica, aveva risposto festosamente. Anche su questo rifletteremo». E la denuncia in partenza dall’associazione Manuela per concorso in omicidio colposo? «Non chiedete a me, gli organizzatori non siamo noi. Chiedete a Gazzotti. La nostra è una partnership in termini di patrocinio».
(21 ottobre 2008)
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