Organizzatori sotto choc: mai più così
Oggi riunione dei vertici Ascom (tra le polemiche) per decidere cosa fare
TREVISO. Mai più un’Ombralonga così. E forse mai
più un’Ombralonga con questa denominazione. Potrebbe essere questa
la decisione della giunta dell’Ascom, che si riunisce oggi per fare
il punto sulla manifestazione, anche alla luce, tragica, di quanto
è successo a Paese. Il presidente Guido Pomini, che con la sua
associazione aveva appoggiato la kermesse, si dice addolorato e
profondamente deluso da come, al di là della tragedia, erano andate
le cose domenica pomeriggio a Treviso. Il patron Gazzotti, invece,
parla per comunicati stampa.
«La morte del ragazzo di ritorno da Ombralonga - manda a dire in
poche righe, schivando il contraddittorio di una vera intervista -
mi ha distrutto, è capitata in un modo assurdo e nel momento in cui
facevamo appello all’uso dei treni per evitare le tragedie della
strada. Se è vero che gli eccessi potevano essere prevedibili, di
sicuro i treni non sembravano un pericolo. Mi sento profondamente
vicino alla famiglia e agli amici. ci ho messo tutto il mio impegno
per cambiare Ombralonga, per portare ristorazione di qualità e per
regolarizzare e controllare la giornata di domenica. Purtroppo gli
eccessi, domenica, ci sono stati ed hanno cancellato anni di
lavoro. Sono pronto a fermarmi e a riflettere, voglio prendermi del
tempo, metto a disposizione la mia esperienza e invito a pensare ai
risultati di venerdì e sabato sera».
Che dell’esperienza di Gazzotti in Ombralonga Ascom voglia ancora
disporre è da vedere. «La vita umana vale più del divertimento
della folla. La tragedia è purtroppo una delle conseguenze
drammatiche di una giornata di eccessi - dice Pomini - Una
giornata, quella di domenica, tutta da cancellare. Al di là della
tragedia, quello che è scorso sotto gli occhi di tutti non è ciò
che volevamo per Treviso, dando il nostro sostegno agli
organizzatori. Il venerdì e il sabato, belli, con lo spirito
giusto, sono stati cancellati da quella domenica».
Possibile che l’Ombralonga, con questo nome, attiri per la
domenica solo un certo tipo di “clienti”? «Di sicuro larga parte
del pubblico domenicale è venuta per bere smodatamente, forse
legata a quel nome. Dobbiamo rifletterci sopra. Non ci saranno mai
più Ombralonga così, per quanto ci riguarda. E, servisse, dovremo
pensare a qualcosa di diverso da quel nome». E su Gobbo, che ha
ripudiato la manifestazione, dice: «Lo capisco perfettamente. Ma
non riesco a dimenticare la bellezza e la riuscita del venerdì e
del sabato. E da queste che dobbiamo ripartire. Treviso si è
chiamata fuori, domenica? Quel che è successo è sotto gli occhi di
tutti, anche senza andare con la mente a quel povero ragazzo morto
sui binari: Treviso però, il sabato e la domenica, aveva risposto
festosamente. Anche su questo rifletteremo». E la denuncia in
partenza dall’associazione Manuela per concorso in omicidio
colposo? «Non chiedete a me, gli organizzatori non siamo noi.
Chiedete a Gazzotti. La nostra è una partnership in termini di
patrocinio».
(21 ottobre 2008)