"Le camere a gas? Per disinfettare"
di Laura Canzian
Le camere a gas? «L’unica cosa certa è che sono state usate per
disinfettare». Una dichiarazione choc, quella del capo della
comunità lefebvriana del Nordest, il trevigiano don Floriano
Abrahamowicz. Dopo la clamorosa intervista del vescovo Richard
Williamson, che nega l’Olocausto, altre affermazioni destinate a
rinfocolare la polemica fra la Santa Sede e gli ebrei. Don
Abrahamowicz (che il 15 settembre 2007 celebrò messa in latino a
Lanzago di Silea per il leader della Lega Nord Umberto Bossi)
rilancia la teoria per cui i numeri della Shoah sono un «problema
secondario», accreditati dagli stessi capi delle comunità
israeliane subito dopo la liberazione «sull’onda dell’emotività». È
la vecchia tesi del «popolo deicida».
Don Floriano, la comunità lefebvriana è antisemita?
È veramente impossibile per un cristiano cattolico essere
antisemita. Io stesso ho, da parte paterna, origini ebraiche. Anche
il mio cognome lo suggerisce. Tutta questa polemica sulle
esternazioni di monsignor Williamson riguardo l’esistenza delle
camere a gas è una potentissima strumentalizzazione in funzione
anti-Vaticano. Williamson ha semplicemente espresso il suo dubbio e
la sua negazione non tanto dell’Olocausto, come falsamente dicono i
giornali, ma dell’aspetto tecnico delle camere a gas.
Secondo lei, quello delle camere a gas è solo «un aspetto
tecnico»?
Sicuramente è stata un’imprudenza di Williamson
addentrarsi nelle questioni tecniche. Nella famosa intervista si
vede che il giornalista è andato a parare su quell’aspetto
specifico. Ma bisogna capire che tutto il tema dell’Olocausto si
colloca a un livello di molto superiore rispetto alla questione di
sapere se le vittime sono morte a causa del gas o per altri
motivi.
E lei cosa ne pensa? Delle camere a gas, intendo.
Non lo so davvero. Io so che le camere a gas sono esistite
almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti
oppure no, perché non ho approfondito la questione. So che, accanto
a una versione ufficiale, esiste un’altra versione basata sulle
osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi.
Lei mette in dubbio il numero delle vittime dell’O
locausto?
No, non metto in dubbio i numeri. Le vittime potevano
essere anche più di 6 milioni. Anche nel mondo ebraico le cifre
hanno un valore simbolico. Papa Ratzinger dice che anche una sola
persona uccisa ingiustamente è troppo, è come dire che uno è uguale
a 6 milioni. Andare a parlare di cifre non cambia niente rispetto
all’essenza del genocidio, che è sempre un’esagerazione.
Un’esagerazione? In che senso?
I numeri derivano da quello che il capo della comunità
ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la
liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma come poteva sapere?
Per lui la questione importante era che queste vittime sono state
uccise ingiustamente per motivi religiosi. La critica che si può
fare al modo in cui in cui viene gestita la tragedia dell’Olocausto
sta nel dare ad essa una supremazia in confronto ad altri
genocidi.
A quali altri stermini si riferisce?
Se monsignor Williamson avesse negato alla televisione il
genocidio di un milione e 200 mila armeni da parte dei turchi, non
penso che tutti i giornali avrebbero parlato delle sue
dichiarazioni nei termini in cui lo stanno facendo ora. Chi ha mai
parlato del genocidio anglo-americano nel bombardamento delle città
tedesche? Chi ha mai parlato di Churchill che ha ordinato il
bombardamento al fosforo di Dresda, dove non c’erano solo
moltissimi civili, ma anche molti soldati alleati? Chi ha parlato
dell’aviazione inglese, che ha ucciso nei bombardamenti delle città
centinaia di migliaia di civili? E gli israeliani non possono mica
dirmi che il genocidio che loro hanno subito dai nazisti è meno
grave di quello di Gaza, perché loro hanno fatto fuori qualche
migliaio di persone, mentre i nazisti ne hanno fatti fuori 6
milioni. È qui che do la colpa all’ebraismo che esaspera invece di
onorare decentemente le vittime del genocidio. È come se nella
storia vi sia stato un solo genocidio: quello ebraico durante la
seconda guerra mondiale. Sembra che si possa dire tutto quello che
si vuole su tutti gli altri popoli sterminati, ma nessuno oggi a
livello mondiale ha parlato nei termini in cui si sta parlando ora
dopo le dichiarazioni di Williamson.