«Basta, niente vale un giovane morto»
L’urlo di Zanini. Zampese: tremendo, si deve riflettere. Atalmi: fermatela
Il cordoglio, certo, ma anche lo sgomento e la sensazione che tutto
questo avrebbe potuto accadere ben prima di oggi, in vent’anni di
kermesse e di ubriacature. Bisogna cambiare, dice il Pdl attraverso
Zanini. Si deve riflettere, dice la Lega attraverso Zampese. La
notizia della morte del giovane padovano s’abbatte sul finale di
Ombralonga come un fulmine, bruciando tutti i distinguo di poche
ore prima. Oggi s’attende un dibattito più approfondito.
«La notizia di questa tragedia mi provoca un grande dolore. Quel
povero ragazzo è un macigno sull’epilogo di Ombralonga - dice
Vittorio Zanini, assessore alla Cultura - Ho seguito la kermesse in
diretta televisiva e certamente alcune immagini non avevano bisogno
di commento. Alla luce dei fatti, sicuramente dovremo ridiscutere
il meccanismo di questa festa. penso che dovremo, ad esempio,
abbinarla con le Fiere di San luca, magari trovando il modo di
spostare le dare. Credo che si sia fatto di tutto per correggere la
rotta, ma alcune cose appaiono quasi insite nella manifestazione
com’è strutturata adesso».
«Nessuna manifestazione può valere una morte - dice l’assessore
alla Sicurezza, De Checchi - Attendiamo che le indagini facciano il
loro corso e facciano chiarezza sulla tragedia di Paese. Certamente
queste cose non succedono solamente dopo Ombralonga, ma i motivi di
riflessione ci sono, eccome».
Anche Nicola Atalmi, della Sinistra trevigiana, invita allo stop:
«Non possiamo fare alcuna speculazione, c’è un giovane morto e
prevale il dolore per una vita spezzata in questo modo assurdo.
Francamente, se è vero che non si può dire sia morto di Ombralonga,
alla sua tragica fine non è estraneo l’abuso di alcol. E questo
ahimè è stato il refrain della manifestazione negli ultimi anni.
Speriamo che adesso si sia veramente arrivati al capolinea e che
apra gli occhi anche chi non ha voluto vedere gli eccessi di questi
anni: è l’ora di ragionare, basta con le sbornie, in tutti i
sensi». Fra i primi a essere informati il capogruppo della Lega in
consiglio comunale, Sandro Zampese: «E’ una vera tragedia, non
credo sia possibile trarre conclusioni quando biosogna ancora
conoscere esattamente la dinamica, capire in quali condzioni fosse
il ragazzo - esordisce - certo se fosse confermata farebbe
riflettere molto pesantemente sui rischi. Come maggioranza avevamo
già detto che avremnmo fatto verifiche e bilanci a bocce ferme, e
ricordo che il Comune non patrocina».
E’ commosso Andrea Dan, presidente dell’associazione Manuela,
attiva nelle campagne per la sicutezza stradale. Ma le sue parole
sono durissime: «Non basta fermare l’Ombarlonga, qui serve un’i
nversione a 180 gradi nella cultura, nei valori - il mio primo
pensiero va ai genitori e ai familiari del ragazzo, mi metto nei
loro panni. Un’esistenza bruciata, per cosa? Bene hanno fatto le
istizioni a prenedre le distanze da Ombralonga». «La città deve
riprendersi il proprio centro storico. Mi fa fisicamente male la
notizia di questa morte - dice Mirella Tuzzato di Trevisoviva - Del
resto, per vent’anni gli organizzatori hanno girato con una bomba
innescata in mano ed era stato un miracolo che, finora, non ci
fosse scappata la tragedia. Non cerco colpe, ma è chiaro che una
città dove tutti, una volta al’anno, arrivano per bere troppo, non
possa lavarsi le mani di ciò che è successo».
Irreperibili, invece, nella serata di ieri, il presidente di
Ascom, Guido Pomini, e il patron di Ombralonga, Gigi Gazzotti, che
certamente oggi troveranno il modo di esprimere i loro sentimenti
(20 ottobre 2008)