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mercoledì 10.02.2010 ore 03.39
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«Basta, niente vale un giovane morto»

L’urlo di Zanini. Zampese: tremendo, si deve riflettere. Atalmi: fermatela
Il cordoglio, certo, ma anche lo sgomento e la sensazione che tutto questo avrebbe potuto accadere ben prima di oggi, in vent’anni di kermesse e di ubriacature. Bisogna cambiare, dice il Pdl attraverso Zanini. Si deve riflettere, dice la Lega attraverso Zampese. La notizia della morte del giovane padovano s’abbatte sul finale di Ombralonga come un fulmine, bruciando tutti i distinguo di poche ore prima. Oggi s’attende un dibattito più approfondito.

«La notizia di questa tragedia mi provoca un grande dolore. Quel povero ragazzo è un macigno sull’epilogo di Ombralonga - dice Vittorio Zanini, assessore alla Cultura - Ho seguito la kermesse in diretta televisiva e certamente alcune immagini non avevano bisogno di commento. Alla luce dei fatti, sicuramente dovremo ridiscutere il meccanismo di questa festa. penso che dovremo, ad esempio, abbinarla con le Fiere di San luca, magari trovando il modo di spostare le dare. Credo che si sia fatto di tutto per correggere la rotta, ma alcune cose appaiono quasi insite nella manifestazione com’è strutturata adesso».

«Nessuna manifestazione può valere una morte - dice l’assessore alla Sicurezza, De Checchi - Attendiamo che le indagini facciano il loro corso e facciano chiarezza sulla tragedia di Paese. Certamente queste cose non succedono solamente dopo Ombralonga, ma i motivi di riflessione ci sono, eccome».

Anche Nicola Atalmi, della Sinistra trevigiana, invita allo stop: «Non possiamo fare alcuna speculazione, c’è un giovane morto e prevale il dolore per una vita spezzata in questo modo assurdo. Francamente, se è vero che non si può dire sia morto di Ombralonga, alla sua tragica fine non è estraneo l’abuso di alcol. E questo ahimè è stato il refrain della manifestazione negli ultimi anni. Speriamo che adesso si sia veramente arrivati al capolinea e che apra gli occhi anche chi non ha voluto vedere gli eccessi di questi anni: è l’ora di ragionare, basta con le sbornie, in tutti i sensi». Fra i primi a essere informati il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Sandro Zampese: «E’ una vera tragedia, non credo sia possibile trarre conclusioni quando biosogna ancora conoscere esattamente la dinamica, capire in quali condzioni fosse il ragazzo - esordisce - certo se fosse confermata farebbe riflettere molto pesantemente sui rischi. Come maggioranza avevamo già detto che avremnmo fatto verifiche e bilanci a bocce ferme, e ricordo che il Comune non patrocina».


E’ commosso Andrea Dan, presidente dell’associazione Manuela, attiva nelle campagne per la sicutezza stradale. Ma le sue parole sono durissime: «Non basta fermare l’Ombarlonga, qui serve un’i nversione a 180 gradi nella cultura, nei valori - il mio primo pensiero va ai genitori e ai familiari del ragazzo, mi metto nei loro panni. Un’esistenza bruciata, per cosa? Bene hanno fatto le istizioni a prenedre le distanze da Ombralonga». «La città deve riprendersi il proprio centro storico. Mi fa fisicamente male la notizia di questa morte - dice Mirella Tuzzato di Trevisoviva - Del resto, per vent’anni gli organizzatori hanno girato con una bomba innescata in mano ed era stato un miracolo che, finora, non ci fosse scappata la tragedia. Non cerco colpe, ma è chiaro che una città dove tutti, una volta al’anno, arrivano per bere troppo, non possa lavarsi le mani di ciò che è successo».

Irreperibili, invece, nella serata di ieri, il presidente di Ascom, Guido Pomini, e il patron di Ombralonga, Gigi Gazzotti, che certamente oggi troveranno il modo di esprimere i loro sentimenti
(20 ottobre 2008)
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