Panto verso il concordato preventivo

Il piano del cda illustrato oggi ai sindacati: a rischio 60 posti di lavoro. Almeno 2 imprenditori pronti a entrare nella newco

    Concordato preventivo. È questo il progetto approvato mercoledì mattina nel corso del consiglio di amministrazione convocato d’urgenza alla Panto Spa e che oggi verrà presentato ai sindacati e parti sociali convocati dall’azienda. E ci sarebbero già due imprenditori che avrebbero manifestato l’intenzione di investire nella nuova società che dovrebbe sorgere al termine del concordato. L’ipotesi era già stata prospettata ai sindacati nel corso dell’ultimo incontro: una proposta all’epoca fermamente rigettata perché avrebbe implicato la perdita di circa la metà dei posti di lavoro dato che la nuova società, secondo le prime stime, sarebbe riuscita ad assorbire solo la metà dei lavoratori della Panto Spa, 60 rispetto agli attuali 118. Ancora non vi è certezza circa i numeri di un eventuale riassorbimento dei lavoratori che ad oggi attendono ancora tre mensilità di stipendio, metà tredicesima e per essere precisi anche i rimborsi del 730 (che sarebbero stati versati all’azienda che invece li avrebbe trattenuti). Proprietà e dirigenza avrebbero iniziato a predisporre il tanto atteso piano industriale.

    Quel che è certo però è che il consiglio di amministrazione aziendale ha votato per il concordato preventivo, una procedura che permetterebbe di raggiungere un accordo con i creditori senza dichiarare il fallimento. Tutti nodi e dubbi che verranno sciolti questa mattina nel corso dell’incontro con i sindacati e l’Rsu, che subito dopo convocheranno l’assemblea dei lavoratori. Nei giorni scorsi avevano già annunciato che questo sarebbe stato il giorno “X” dopo il quale se non avessero ricevuto risposte soddisfacenti per quanto concerne in primis il pagamento degli stipendi e poi il piano industriale avrebbero occupato l’azienda. Ieri una delegazione degli scioperanti (oggi al sedicesimo giorni di presidio, da oltre due settimane dunque la produzione è completamente congelata) è stata convocata dai capigruppo regionali al palazzo Ferro Fini: il consiglio regionale approverà una mozione e studierà le iniziative da intraprendere assieme all’assessore alle politiche del lavoro Elena Donazzan, per avere un incontro diretto con la direzione aziendale alla presenza dei rappresentati di Confindustria, per chiedere di sbloccare i pagamenti e fare chiarezza sul futuro dell’attività produttiva. “Traguardi” di cui sono stati informati tutti i lavoratori nel corso di un’assemblea convocata dai sindacati. Si attende inoltre la data del tavolo provinciale richiesto nei giorni scorsi. L’assessore Michele Noal e il presidente della provincia Leonardo Muraro avevano ribadito tutta la loro disponibilità ad aiutare i lavoratori, ancora impegnati in un’operazione di volantinaggio per informare tutti i cittadini di San Biagio di quanto sta accadendo oramai da due settimane in via Verdi. (s.g.)

    21 settembre 2012
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