Sala giochi vicino al liceo La rivolta dei genitori

Pioggia di mail in Comune e dibattito su Facebook contro il locale di via Piave Il sindaco Favero: «Sono contrario, ma la licenza viene rilasciata dalla questura»

    di Enzo Favero

    MONTEBELLUNA. Arriva la sala giochi in via Piave, dove prima c'era Rizzato Calzature, ed esplode la protesta dei genitori sia su facebook che tramite una pioggia di mail arrivate in municipio. Ma il sindaco alza le mani e spiega che purtroppo il Comune non ha alcuna competenza sul rilascio di tali licenze.

    La sala giochi ha aperto i battenti da pochi giorni in una strada dove da ieri passano centinaia e centinaia di studenti: quelli del liceo "Levi". Era stato argomento dibattuto a livello nazionale quello di distanziare le strutture di questo tipo da siti sensibili come le scuole, ma il provvedimento che voleva adottare il governo pare sia stato svuotato nei suoi intenti e quindi anche quello strumento che poteva consentire di intervenire sta venendo meno. Il timore dei genitori è che i figli-studenti comincino a frequentare la sala giochi quando hanno poca voglia di andare a scuola e hanno lanciato perciò l'allarme. «È vicinissima a due scuole e sarà aperta tutto il giorno! Allucinante. Genitori svegliamoci. È questa la città della cultura? È questo che offre Montebelluna ai suoi giovani»?, ha scritto Marco Tenan riferendosi alla nuova sala giochi di via Piave. Di fronte alla marea montante di proteste per l'ubicazione della sala giochi vicino all'attuale sede del liceo "Levi", il sindaco Marzio Favero e l'assessore alle politiche giovanili Marco Tappari hanno deciso di prendere posizione, ma anche di spiegare che loro non possono farci niente perché il Comune non ha alcun potere in merito. «Molti cittadini» spiega il sindaco «ci stanno interpellando sull’apertura di questo locale chiedendoci perché mai il Comune consenta una simile attività, per giunta vicino agli edifici scolastici. Chiariamo che il Comune non c’entra nulla in questa decisione, non rilascia questo tipo di autorizzazioni, che sono di competenza della Questura».

    «L’apertura di questo tipo di locali» aggiunge l'assessore Tappari «è regolata dal Testo Unico di Leggi di Pubblica Sicurezza. Dal punto di vista normativo si tratta di una sala giochi dedita esclusivamente al gioco con apparecchi, nella fattispecie slot e vlt, la cui autorizzazione viene rilasciata unicamente dalla Questura. Tale tipo di licenza ammette l’accesso solo ai maggiorenni. Come Comune non abbiamo alcuna competenza in merito all’autorizzazione, solo la verifica sotto il profilo urbanistico che il locale sia agibile».

    «Capisco» conclude il sindaco «e condivido le preoccupazioni espresse, non solo in qualità di sindaco, ma anche in veste di genitore ed insegnante».

    13 settembre 2012
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