Assegnati 1,5 milioni nell’area del Prosecco. Interrogazione di Puppato: «Voglio sapere se c’è un nesso con i fitofarmaci»
PIEVE DI SOLIGO. Disparità sospette nei contributi regionali per i farmaci oncologici. Nel 2011 l’Usl 7 di Pieve di Soligo ha ricevuto il doppio dei contributi rispetto all’Usl 8 di Asolo, nonostante la popolazione sia praticamente la stessa.
Laura Puppato, capogruppo in Regione del Pd, lancia l’allarme: «Forse nell’Usl 7 ci sono più persone ammalate di tumore? E perché? I cittadini lamentano un uso eccessivo di pesticidi sui vigneti. Non vogliamo creare allarmismi, ma qualcuno deve fare chiarezza sulla presunta connessione tra fitofarmaci e aumento dei tumori».
Laura Puppato ha chiesto alla Regione i dati sugli ammalati nelle due Usl, numeri che, a oggi, non le sono ancora stati forniti. Altri numeri, invece, parlano chiaro.
Nel 2011 il fondo farmaci oncologici della Regione Veneto ha assegnato all’Usl 7 di Pieve di Soligo un milione e 500 mila euro, mentre all’Usl 8 di Asolo solo 816 mila euro. Eppure, al 31 dicembre 2009 la popolazione residente per l’azienda Usl 7 è di circa 219 mila abitanti, inferiore a quella dell’Usl 8, che conta 250 mila unità. I Comuni dell’Usl 7, però, si caratterizzano per essere la roccaforte dei vigneti di Prosecco Docg, con l’esclusione di Valdobbiadene, che ricade sotto l’Usl 8. Il consigliere Puppato ha presentato in consiglio regionale un’interrogazione a risposta scritta, per capire quali ragioni abbiano determinato la differenza di importo: «Due indizi non fanno ancora una prova, ma le risposte che ho ricevuto non sono soddisfacenti. O c’è qualcuno che sbaglia i conti, o le persone ammalate sono in numero molto diverso. Spesso i cittadini della sinistra Piave si sono lamentati degli abusi di fitofarmaci. Qualcuno deve rispondere: senza fare terrorismo, la salute pubblica deve avere la priorità».
In questo senso, Laura Puppato plaude all’iniziativa in corso nell’Usl 7, che mira, dopo aver raccolto campioni di urine di 500 cittadini, a verificare l’eventuale presenza di principi attivi dei pesticidi nell’organismo umano. Un nesso, quello tra fitofarmaci e tumori, non ancora dimostrato scientificamente, ma che da un po’ di anni non fa dormire sonni tranquilli agli abitanti delle colline del Prosecco.
«Non sarebbe male, nell’ambito collinare, attivare un percorso che porti al biologico, come sta avvenendo per il Chianti» commenta Laura Puppato. «I più avveduti stanno già virando sul bio, riducendo il numero di trattamenti e utilizzando prodotti non dannosi per la salute dell’uomo. Lavorare per l’oggi, finora, ha prodotto soltanto danni».
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