Centrale troppo rumorosa «Qui non dormiamo più»

Torna a farsi sentire il Comitato dei residenti con una mini-protesta a Ferragosto sotto accusa i nuovi trasformatori installati nell’impianto di Fadalto Basso

    di Francesco Dal Mas

    VITTORIO VENETO. Alla chetichella, senza informare nessuno, il Comitato Fadalto è sceso di nuovo in strada, il giorno di Ferragosto, per protestare contro i “misfatti ambientali” della Valle. Una quindicina di persone, poco prima di mezzogiorno, capitanate da Bruno Salvador, lo storico coordinatore del Comitato, si sono piazzate sull’aiuola d’ingresso del casello autostradale di Fadalto ed hanno stappato due bottiglie di prosecco e hanno brindato alla prossima “vittoria”. La battaglia, per la verità, non è ancora iniziata. Si tratta dei rumori provenienti dalla centrale Enel di Fadalto Basso che dopo i recenti lavori per il potenziamento delle linee affidate a Terna ha dei trasformatori che, quando sono accesi, non fanno riposare i residenti. «Anche l’altra sera, questi macchinari sono rimasti accesi per alcune ore e non ci hanno lasciato dormire» fa sapere Gigi Del Tio, uno dei fondatori del Comitato. «Non contestiamo l’Enel e i suoi impianti, perché in valle hanno portato lo sviluppo, seppur sottraendoci qualche risorsa ambientale; contestiamo questa fonte eccessiva di decibel e siccome sappiamo l’Enel molto attento alle problematiche ambientali, chiediamo di provvedere». Del Tio anticipa che «come abbiamo fatto nel passato contro la società Autostrade e i suoi viadotti, con manifestazioni anche eclatanti, allo stesso modo di comporteremo con l’Enel e Terna». Fadalto Basso è un borgo molto tranquillo, che da qualche mese vive una piccola stagione di rinascimento, con la scoperta dei laghi blu, un sito ambientale che richiama numerosi visitatori che desiderano trascorrere alcune ore di riposo e tranquillità. «Non vorremmo che questi trasformatori venissero attivati ripetutamente durante il giorno, perché il vivere», sottolinea Del Tio, «sarebbe impossibile». Il Comitato Fadalto è la più storica espressione di protesta di tutta Vittorio Veneto. Fin dalla costruzione dell’A27 ha manifestato a Fadalto, spesso occupando anche la statale 51 di Alemagna. «La protesta è ritornata in questa occasione perché», come spiega Bruno Salvador, «con i tempi che corrono – tempi di crisi – qualche pubblico amministratore ha intenzione di far proseguire l’A27, con tutti i problemi ambientali che provocherebbe, ma anche con grosse difficoltà di ritorno economico, perché la società Autostrade sta registrando su questa tratta una riduzione del 25% dei pedaggi».

    Autostrada a parte, il Comitato Fadalto rivendica al comune di Vttorio Veneto un’attenzione ancora maggiore, in particolare sul piano dei servizi. Un dato per tutti: non c’è più una farmacia.

    17 agosto 2012
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