L’acqua ha scavalcato le sponde del circolo, i pontili, le scale «Genio e Provincia non rispondono». Nel mirino le chiuse
Il Sile oltre i limiti. L’acqua che scavalca le rive divorando sponde e pontili. Ecco quello che succede da tempo al circolo ospedalieri di Treviso, senza che nessuno sappia il perchè.
«Il livello del fiume si è alzato di più di mezzo metro in poche settimane» dice allarmato Massimo Gios, responsabile del circolo, «abbiamo i pontili perennemente allagati, per non parlare del problema dell’erosione delle rive e dei danni alle cose». Il livello del fiume è andato crescendo nell’arco di un anno. Finchè era rimasto nei limiti di guardia nessuno ci aveva fatto caso. Poi l’acqua ha iniziato a tracimare sono iniziati i problemi per l’attività del circolo, i timori per la tenuta delle sponde e sono partite le telefonate. Ora i segni sui pali descrivono un aumento di 50 centimetri, tanto da rendere necessaria la disposizione di tavole di legno sul pontile e consentire comunque la discesa delle barche in acqua. «Sono a rischio anche gli attracchi per le barche in legno che si trovano di fronte al circolo» segue Gios, «dove la gente è solita sostare durante le passeggiate lungo la Restera, magari con i bambini per dare da mangiare alle anatre. Da un anno a questa parte capita spessissimo che siano sott’acqua o proprio a livello, con il conseguente rischio per la sicurezza delle persone».
Lo scorso fine settimana la pioggia aveva intensificato il problema: il Sile fin dalle prime ore del mattino aveva iniziato ad invadere gli attracchi e le strutture del circolo con i conseguenti disagi alla normale attività di canottaggio. «Non è chiaro quale sia l’origine del fenomeno» dicono dal circolo, «probabilmente dipende dalla chiusa della centrale verso Silea che dovrebbe essere aperta per consentire all’acqua di defluire». Ma l’allarme, le segnalazioni e le richieste di intervento non h anno portato a nulla. «Abbiamo contattato il Genio Civile, e la Provincia» sottolinea Gios, «ma tutti si rimpallano le responsabilità. A questo punto non capiamo a chi dobbiamo rivolgerci. Certa è solo una cosa» seguono in coro dagli ospedalieri, « ma il problema deve essere risolto quanto prima».
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