Nonno abusa della nipote per otto anni

Sessantunenne in manette: obbligava la ragazzina a foto hard e rapporti sessuali completi in cambio di ricariche

    di Federico de Wolanski ; di Federico de Wolanski

    CASTELFRANCO. La prima volta che ha allungato le mani sulla nipote, lei aveva appena 12 anni. Per la ragazzinna lui era il nonno buono, quello con cui confidarsi, condividere uno stato di disagio che la separava già dalla famiglia. Ma lui cercava altro, ed anno dopo anno è riuscito a portarla ad avere con lui rapporti sessuali completi che consumava in casa, nel laboratorio che usava come magazzino e nel garage di un amico. Quella svelata dalla Procura di Bassano e dai carabinieri di Castelfranco è una vicenda terribile. Ma quel che è peggio, è che potrebbe essere solo l’introduzione di una storia ben più drammatica, capace di segnare un’intera comunità.

    Quando i carabinieri si sono presentati a Rossano Veneto, nel Vicentino, in casa di A.M., 61enne originario di Cittadella, avevano in mano tre mandati di perquisizione: uno per l’abitazione, una per il laboratorio, l’altra per il garage. Ed è lì che hanno trovato ben 154 foto hard «artigianali» che ritraevano la nipote, nuda o seminuda, ma anche altre quattro ragazzine nelle stesse pose inequivocabili. Ma il sopralluogo ha permesso anche di scoprire tutte le immagini che il nonno aveva ricevuto sul cellulare da altre ragazzine, «che è ipotizzabile siano minorenni» dicono i carabinieri. Fotografie semi pornografiche inviate probabilmente in cambio di regalini, soldi, ricariche telefoniche con cui il sessantunenne ripagava prestazioni e immagini della stessa nipotina.

    Oggi i carabinieri stanno cercando di capire a chi appartengano quei volti, quei corpi, quei telefonini, e cercano di capire anche se non vi siano altri adulti coinvolti in questa incredibile e drammatica storia. «Le indagini sono in corso», spiega il capitano dei carabinieri di Castelfranco Salvatore Gibilisco, «faremo luce su questa vicenda. Non sarà facile, come nonlo è stato riuscire a svelare l’accaduto». Ad avviare l’indagine è stato il consultorio, a cui la ragazzina era stata indirizzata da una zia alla quale aveva confidato (tutto o solo in parte) le strane attenzioni che le riservava il nonno, padre del nuovo marito della mamma.

    La ragazzina, oggi 19enne, ha dovuto attraversare un percorso difficilissimo, fatto di paure e insicurezze. Ma con i medici del consultorio ha dovuto soprattutto smantellare il rapporto malato che il sessantunenne era riuscito a creare con lei, plagiandola e facendole credere che fosse tutto «normale». Solo allora ha confessato.

    Ora A.M., su richiesta del pm Monica Mazza che ha coordinato l’operazione, è stato arrestato e trasferito nel carcere di Vicenza dove ieri ha affrontato l’interrogatorio di garanzia.

    Nel suo passato l’ombra di altri, gravi precedenti per sfruttamento della prostituzione (la ragazza era minorenne), maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona.

    06 luglio 2012
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