La Iveco non chiude a Vittorio, salvi novanta posti di lavoro

Il gruppo Fiat ha chiuso cinque stabilimenti in Europa. Lo stabilimento di via Matteotti produce mezzi militari Ma la Fiom Cgil è preoccupata: «Il mercato è in calo»

    VITTORIO VENETO. I novanta dipendenti della Iveco (gruppo Fiat) di Vittorio Veneto tirano un sospiro di sollievo. Tra i cinque stabilimenti che saranno chiusi in Europa, per un totale di mille dipendenti, non c’è la fabbrica di Vittorio Veneto. Il motivo? «Produciamo mezzi militari, che ovviamente sono fuori mercato» spiega Alessio Lovisotto, sindacalista della Fim Cisl. Tranquilli, dunque?

    «Per il momento sì. Qualche settimana fa abbiamo incontrato la direzione del gruppo, a Bolzano, e ci è stato detto che le commesse sono garantite». La guerra, insomma, tira. Non altrettanto tranquilla, tuttavia, è Manuela Marcon della Fiom Cgil.

    «L'annuncio della Iveco (Fiat) di tagliare cinque stabilimenti per un totale di oltre mille dipendenti tra Francia, Germania e Austria è un altro duro colpo per il settore automotive della multinazionale con radici italiane e europee, sempre meno solide».

    Secondo Marcon, infatti, la circostanza che per ora non siano stati colpiti siti italiani «può apparire come un fatto positivo, ma in verità preoccupa la perdita costante di quote di mercato e dovute alla crisi e in particolare alla modesta capacità innovativa del gruppo Fiat e dell'Iveco». Per queste ragioni Fiat in un mercato debole perde più dei concorrenti.

    Lo stabilimento di Vittorio Veneto opera su un segmento militare collegato a commesse pubbliche per l'Esercito (costruisce anche mezzi anfibi e veicoli per la missione in Afghanistan) e pertanto è legato più alle decisioni di spesa pubblica che a condizionamenti di mercato veri e propri.

    «La maggior preoccupazione può arrivare dalla spending review che sta sviluppando il governo Monti, attraverso il commissario Bondi, per i potenziali tagli alla spesa pubblica, non escluse quelle militari, anche se per ora non si hanno notizie di tali determinazioni», mette le mani avanti la sindacalista della Fiom. Rimane il fatto che nel 2011 Iveco ha vinto una gara per forniture di camion militari per le forze armate francesi battendo la Renault trucks, e questo fatto non ha impedito alla multinazionale Fiat - Iveco di annunciare, un anno dopo, la chiusura dello stabilimento francese di Chambery. «Come dire nulla è dato per scontato», chiosa Marcon.

    È più fiducioso il suo collega della Fim.«Vittorio Veneto si salva, grazie alle guerre. E’ brutto dirlo, ma questa è la verità», afferma Lovisotto.«Anzi, noi insistiamo perchè da Bolzano arrivino ulteriori commesse». Intanto, dopo l’annuncio della Iveco Fiat, si stanno mobilitando anche i rappresentanti politici ed istituzionali, a cominciare dal senatore Maurizio Castro del Pdl.

    Francesco Dal Mas

    03 luglio 2012

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