Lo sfogo di un’impresa immobiliare: cantieri bloccati da una burocrazia assurda
Colpa della crisi? C’è chi non la pensa così e anzi, punta il dito proprio contro l’amministrazione accusandola di aver fatto arenare nella crisi economica chi aveva progetti di riqualificazione pronti a partire.
«È dal 2004 che andiamo avanti per cercare autorizzazioni, permessi, via libera al piano di recupero San Nicolò» dice il portavoce dell’immobiliare Doma, titolare del progetto, «abbiamo passato anni facendo avanti e indietro con gli uffici tecnici e le commissioni del Comune poi, quando è arrivata la crisi, ci siamo resi conto che era passato troppo tempo e che era ormai troppo tardi. Siamo stati paralizzati dalle lentezze della burocrazia e del Comune» segue l’immobiliare di proprietà della famiglia Gobbo, «e da incredibili assurdità». Qualche esempio? «Volevamo creare degli interrati, ma dopo mille progetti ci hanno detto no. Noi potevamo scendere solo di un piano mentre il vicino park Vittoria (150 metri più a est, ndr) veniva autorizzato a d uno scavo di oltre 12 metri». Altro? «Ad un certo punto, vista la paralisi del mercato che avanzava, abbiamo chiesto di trasformare il residenziale in un centro espositivo» continua la Doma, «ci hanno risposto che dovevamo rifare tutto da capo e pagare gli oneri». Se è tutto fermo, ad oggi, non lo si deve quindi solo all’economia. «Com’è possibile no arrivare ad un dunque in sette anni di odissea burocratica? Assurdo». Lo stesso problema era stato sollevato anni or sono dallo studio Mzc, quello che si occupa della riqualificazioni dei cinema Edison, Hesperia e Astra e che è stato stoppato più di una volta dalla burocrazia e dagli organi comunali. «Ad oggi abbiamo sostenuto costi di progettazione per più di 50 mila euro, senza contare sondaggi eccetera. La nostra operazione vale circa 5 milione, avremmo dato lavoro alle imprese. Siamo fermi». chiude con amarezza la Doma. (f.d.w.)
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