Il sindaco di Villorba annuncia l’ammainabandiera, il prefetto minaccia di commissariarlo. Serena: trattati come mafiosi
Nel giorno della «rivolta del 2 giugno» da parte dei sindaci della Marca stanchi di tagli e di tasse, lo scontro con la prefettura si fa durissimo. Al punto che ieri pomeriggio il prefetto Aldo Adinolfi ha minacciato di sciogliere il consiglio comunale di Villorba e ha inviato gli atti inProcura. Il motivo? Il sindaco leghista Marco Serena aveva espresso l’intenzione di ammainare il tricolore e la bandiera europea non solo dal municipio, ma anche da tutti gli edifici pubblici, scuole comprese. Di qui la diffida arrivata da piazza dei Signori. La replica del primo cittadino di Villorba è stata pesante: «Atto di inusitata violenza», ha detto Serena, «il prefetto equipara la mancata esibizione delle bandiere all’infiltrazione mafiosa o agli atti di terrorismo: le ragioni per cui si giustifica lo scioglimento del consiglio. Cosa farò a questo punto? Devo pensare a tutti i cittadini e non posso permettere che il Comune venga retto da un commissario». Intanto chi aveva ammainato il tricolore, dando inizio alla rivolta, oggi lo rimetterà al suo posto. È il caso del sindaco di Silea Silvano Piazza affiancato dai colleghi di Spresiano e di Zero Branco. Nei giorni scorsi il prefetto aveva segnalato a Roma l’iniziativa di Piazza. Ha trovato invece il benestare del governo centrale la protesta che andrà in scena alle 16.30 in piazza dei Signori, con il raduno dei primi cittadini del Carroccio. I sindaci consegneranno un documento al prefetto, ma ciascuno si regolerà come riterrà rispetto alle celebrazioni ufficiali; la Lega non ha dato infatti indicazioni. C’è poi il fronte degli «istituzionali»: i sindaci che rifiutano la protesta nel giorno della festa della Repubblica e che intendono onorare il tricolore. Sono quelli che si troveranno oggi alle 17.30 al concerto in programma al teatro comunale, voluto dalla prefettura. «Ci saranno una quarantina di primi cittadini», annuncia il prefetto. Gli «allineati» sono soprattutto i sindaci del Pd: «Ora c’è bisogno di coesione sociale, anche e soprattutto per i terremotati. Per questo noi saremo presenti alle celebrazioni», spiega Floriana Casellato, sindaco di Maserada. Con lei anche Simonetta Rubinato (Roncade), Daniela Marzullo (Casier) e Fausto Gottardo (Giavera). Sul piatto c’è dunque la crescente difficoltà dei municipi a far quadrare i conti a causa dell’Imu, che viene trasferito allo Stato, di un patto di stabilità che penalizza i comuni virtuosi, e di un taglio ai trasferimenti drammatico. Il primo a protestare era stato Silvano Piazza, ammainando il tricolore del municipio e invitando tutti i sindaci a boicottare il 2 giugno. La protesta è stata raccolta dai sindaci della Lega che oggi consegneranno un documento nelle mani di Aldo Adinolfi. «Facciamo un appello chiedendo il rispetto della costituzione, del principio di uguaglianza dei cittadini e dell’autonomia».
Federico Cipolla
Top Ebook
Incastri fuorisede
di Salvatore Viola
Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook
storiebrevi