Ore 7.50, il ritorno di Ryan L’Europa è di nuovo vicina

Riapre dopo sei mesi di stop e 17 milioni di euro investiti per rifare la pista Il Comitato aeroporto: «E’ semplicemente la pista low cost del Marco Polo»

    di Daniele Ferrazza

    Il cielo sopra Treviso torna ad essere solcato dagli aeromobili delle compagnie low cost di mezza Europa. Dopo sei mesi di stop causato dai lavori di potenziamento della pista l’aeroporto civile e militare Antonio Canova - Sant’Angelo di Treviso torna a piena operatività questa mattina. Sedici i voli previsti, garantiti soprattutto da Ryanair ma anche da Wizzair e Germanwings.

    Il primo aeromobile destinato a toccare la nuova pista, dieci minuti prima delle otto, è il Bari-Treviso decollato dal capoluogo pugliese alle 6,30 e atteso, appunto, per le 7,50. Per il comandante e l’equipaggio Ryanair appena il tempo per un caffè, perchè il Treviso-Bari decollerà alle 8,15 dalla stessa pista, sopra i tetti di Quinto. Sempre che il volo da Colonia sia arrivato in perfetto orario: è atteso sulla pista trevigiana alle 8,10, per decollare per la città tedesca esattamente mezzora dopo. A meno un quarto alle nove è atteso l’atterraggio del Charleroi-Treviso, che decollerà alle 9,10 per la città belga.

    Insomma, battesimo di fuoco con tre arrivi ed altrettante partenze nel giro di poco più di un’ora. Più tardi, attese le partenze per Siviglia (9,55), Trapani (11,35), Kiev (12,30), Cagliari (12.35) e Bucarest (12.40). Nel pomeriggio i voli previsti per Brindisi, Cluj (Romania), Londra (alle 15 in punto), Barcellona, Palermo, Parigi (17.50), Dusseldorf, Gerona.

    Ritorna il personale di terra, gli addetti alle attività commerciali e anche i taxisti, che avevano sofferto non poco per la chiusura dello scalo. I lavori, progettati da Save Engineering e realizzati da Condotte Acqua di Roma, sono costati diciassette milioni di euro e sei mesi di lavoro. Enrico Marchi, presidente della Save (la società che attraverso Aertre gestisce lo scalo) può evidentemente dirsi soddisfatto, anche se sul futuro dell’aeroporto pende ancora un ricorso al Tar, presentato dal Comitato aeroporto, che sarà discusso il 19 gennaio prossimo.

    A continuare la sua battaglia sarà proprio questo comitato, che da anni di batte per la riduzione dell’impatto ambientale dello scalo trevigiano. Dante Faraoni, infatti, non si dà per vinto:«Lotteremo per il rispetto della sicurezza e per la riduzione dell’impatto ambientale di questo aeroporto –spiega –. Siamo certi che questo aeroporto è poco sicuro e l’aumento dei voli aumenterà i rischi. Lo diciamo da anni e lo dimostreremo. Stiamo raccogliendo un dossier in questo senso. Quanto al ricorso al Tar, noi semplicemente chiediamo il rispetto della procedura: ciò che vale per qualunque intervento urbanistico deve valere a maggior ragione per un aeroporto».

    Save e il suo presidente –così come gli amministratori trevigiani –hanno sempre difeso l’aeroporto perchè portatore di un considerevole indotto economico. Una tesi contestata da Faraoni, il quale sostiene che «l’aeroporto di Treviso lavora al 90 per cento per l’aeroporto di Venezia. Il Canova è semplicemente l’aeroporto low cost del Marco Polo».

    Con i lavori di potenziamento della pista, Save ha messo un tassello fondamentale del masterplan complessivo che abbraccia investimenti da qui al 2030. Nel 2010 lo scalo trevigiano ha registrato 2,14 milioni di passeggeri ma nell’arco dei prossimi vent’anni è previsto il raddoppio delle presenze. Un aumento medio del tre per cento fino ad arrivare ad oltre quattro milioni di passeggeri. E’ proprio questo che teme il Comitato aeroporto, che ha sempre denunciato che lo scalo trevigiano è autorizzato per un massimo di 16.300 sorvoli l’anno. «Mentre nel 2010 i voli sono stati 20.500» aggiunge il comitato popolare. Per stemperare le polemiche, sarebbe anche allo studio l’ipotesi di invertire la direzione della pista:attualmente i velivoli atterrano da Treviso e decollano in direzione Quinto. L’inversione del senso di marcia –voli in discesa da Quinto verso la pista, decolli in direzione Treviso –avrebbe il pregio di alleggerire il peso acustico degli abitanti di Quinto. Ma probabilmente aprirebbe un più ampio fronte di critiche da parte delle associazioni trevigiane.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    05 dicembre 2011

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