di Claudia Stefani
MEDUNA. Pestaggio di Meduna: parlano i testimoni di Pasiano. Dopo i dubbi avanzati sull'aggressione denunciata dal 25enne Alessio Prosdocimo, ieri si sono fatti avanti i ragazzi, B.M. e P.B., che hanno visto per primi Alessio dopo l'aggressione e lo hanno accompagnato a casa a bordo della propria vettura. Il giovane non ha percorso quindi 15 chilometri con le proprie gambe, ma ha raggiunto la prima casa visibile uscito dai campi. I testimoni vogliono rimanere anonimi per questioni di sicurezza. Ieri pomeriggio hanno accompagnato i carabinieri nella campagna pasianese, nei luoghi dove potrebbe essere avvenuta l'aggressione denunciata da Alessio Prosdocimo, alla ricerca di indizi che possano suffragare le parole del ventenne di Meduna. Ecco il racconto dei primi soccorritori. «Verso le 22.45 abbiamo sentito i nostri cani abbaiare insistentemente - raccontano i testimoni pasianesi - siamo usciti di casa e abbiamo notato un giovane in condizioni precarie. Era tutto sporco di fango, barcollava e si vedeva che godeva di buone condizioni di salute. Il giovane ci ha raccontato che tre stranieri che non conosceva lo avevano fermato nel parco pubblico di Meduna e gli avevano chiesto se era il figlio di Agostino Prosdocimo. Alla sua risposta affermativa lo hanno minacciato con un coltello e caricato a bordo di un'automobile scura. Non si ricordava che tipo di auto fosse. Poi lo avevano portato in mezzo ai campi e lo avevano picchiato». Ma la testimonianza dei due pasianesi non finisce qui «Concluso il pestaggio lo hanno lasciato da solo - raccontano i due - evidentemente ha seguito le luci ed è arrivato fino a casa nostra». A quel punto il ventenne B.M. e la sua amica P.B. presente in casa in quel momento, lo hanno riportato a casa in via Garibaldi, a Meduna. Commenta la madre di B.M. che ha seguito tutto lo svolgersi della vicenda: «Il ragazzo non può essere arrivato da solo in mezzo ai campi. Col buio si sarebbe perso, di sicuro». I carabinieri stanno indagando per capire come siano andate effettivamente le cose. Secondo gli inquirenti le condizioni di salute di Alessio Prosdocimo non sarebbero compatibili con un'aggressione. Il giovane avrebbe riportato solamente lievi ferite tra cui un taglio sullo zigomo e l'emorragia cerebrale diagnosticata mercoledì mattina non sarebbe correlata alle presunte percosse ma alla grave malattia di cui Alessio soffre da oltre un anno. Il giovane si è svegliato dal coma e ora si spera possa fornire agli inquirenti ulteriori elementi utili per far luce su quanto accaduto veramente martedì sera.
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24 settembre 2011