Treviso, il Comune nega il permesso
alla manifestazione anti-omofobia

Negata l'autorizzazione all'utilizzo di piazza Duomo per "Dolce Pace", la manifestazione contro l'omofobia che richiamava la varietà di gusti dei gelati. Gli organizzatori: «Non ci hanno capito». Critiche in rete

    di Enrico Lorenzo Tidona TREVISO. Il comune cancella l'incontro «Dolce Pace», manifestazione a sostegno delle coppie gay prevista per questa sera in piazza Duomo. La tempistica per emettere le necessarie autorizzazioni e apporre la segnaletica è risultata insufficiente, bloccato l'evento sostenuto da Fabrica e organizzato assieme allo Spazio XYZ di Treviso. Il raduno di una cinquantina di coppie gay trevigiane doveva essere fotografato da Laia Abril, giovane artista spagnola ospite del centro di ricerca sulla comunicazione del Gruppo Benetton, che ha preso atto della scelta di Ca' Sugana.

    «Ci resta il rammarico per un clima che si è creato attorno ad un appuntamento che voleva essere all'insegna del confronto pacifico e democratico e soprattutto nel quadro di un progetto artistico con la sola finalità di creare un momento di aggregazione per delle riprese fotografiche» hanno scritto ieri sui blog internet alcuni promotori del flash mob, che confermano comunque la mostra fotografica della Abril sulle coppie gay ospitata allo spazio XYZ dal 5 luglio al 7 agosto. «Da parte nostra non possiamo recriminarci niente, tutto è stato fatto secondo le regole e le procedure così come indicato dalle autorità competenti».

    L'ostacolo burocratico posto da Ca' Sugana non ha scoraggiato comunque gli organizzatori, che sulla pagina facebook dell'evento hanno chiesto ai partecipanti di autoscattarsi una foto con gelato alla mano per scalzare «virtualmente» il blocco e portare avanti l'iniziativa. La piazza web sarà quindi il luogo di raccolta del materiale per la mostra della Abril, ma al momento è sede di discussione e polemica.

    Il pubblico di quanti erano pronti, oggi, a scendere in piazza sotto le finestre del Vescovado si divide tra chi fa spallucce e chi critica. Polemica col gli organizzatori del flash mob «che non aveva bisogno di nessuna autorizzazione e poteva essere portato avanti senza tanta burocrazia», ma sopratutto contro il Comune, reo di un niet che qualcuno interpreta come «omofobia». «E' un reato mangiare un gelato in piazza?» domanda uno dei partecipanti. E un'altra: «Si aspettavano una folla oceanica?». La concomitanza con le grandi manifestazioni newyorkesi per lo sdoganamento dei matrimoni gay potrebbe farlo ipotizzare. Soprattutto tenendo presente i precedenti spinosi del rapporto tra Ca'Sugana e omosessuali. I paletti posti dal regolamento comunale assumono per gli internauti il tono della censura e proprio per questo si pensa che sia meglio «tirare dritto», senza organizzatori, senza collaborazioni griffate. «E se andiamo lo stesso in Piazza Duomo, ci compriamo un gelato e ce lo mangiamo chiacchierando chi può dirci qualcosa?». L'idea piace a molti, e in rete si pensa di rilanciare oggi l'appuntamento di piazza Duomo in versione «autonoma».
    28 giugno 2011

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