Ore 13,35: la corriera squarciata da un camion

L'inferno al ritorno da scuola, in via Trevisana: i corpi straziati fra le lamiere

     MASERADA. Sette ragazzi morti, i loro corpi straziati. Cinque altri adolescenti feriti, alcuni in modo molto grave. Un bilancio drammatico, una strage quella che il primo ottobre del 1984 si consumò sulla strada di collegamento fra Treviso a Maserada, nella frazione di Varago. In via Trevisana, alle 13.35, si scontrarono il bus della Marca - che stava riportando a casa gli studenti degli istituti del capoluogo e quelli di Lancenigo - e un camion che arrivava in senso opposto: il rimorchio si infilò nella fiancata della corriera, squarciandola. E uccidendo i giovani passeggeri seduti sul lato sinistro del pulman. Una scena infernale quella a cui si trovarono di fronte i soccorritori: corpi devastati, decapitati, fatti a pezzi. «Un macello», ripeteva singhiozzando l'autista della corriera, che finì sotto inchiesta per strage colposa insieme al conducente del camion. All'altezza della curva, dove la strada si restringe, il tir si trovò davanti la corriera, frenò e sterzò sulla destra. La motrice riuscì a passare, mentre il rimorchio urtò la fiancata del bus infilandosi dentro la stessa e squarciandola. Nello schianto morirono Michele Tonon di 13 anni, Fabio Denis di 14, Luisa Trevisi, Barbara Vertieri, Fiorenzo Vendrame e Cinzia Ungaro di 15, tutti di Maserada e Mauro Milanese di 22 di Cimadolmo. Alle famiglie fece visita il vescovo di Treviso Antonio Mistrorigo: «Non potrò mai dimenticare le facce di quelle madri», spiegò. Ai «Ragazzi del Primo ottobre» il Comune di Maserada intitolò una borsa di studio. (s.t.)
    03 marzo 2011
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