Caso Saviano, la bibliotecaria non dorme più

L'assessore: «Nessuna volontà di licenziarla». Lucia Tundo è ancora sotto shock e va dall'avvocato

    «Per licenziare un dipendente servono gravi motivi. Da parte del Comune non c'è alcuna accusa di furto verso la bibliotecaria».

    L'assessore alla Cultura Roberto Zamberlan lascia al segretario generale la decisione su eventuali provvedimenti disciplinari a carico della bibliotecaria Lucia Tundo.

    Per la bibliotecaria al centro delle polemiche dopo il caso-Gomorra è probabile un richiamo formale. «Verificheremo il comportamento della dipendente nei termini di legge»: così si era espressa lunedì, durante l'incontro con la stampa, il neosegretario generale del Comune Ilaria Piattelli.

    Il riferimento è al fatto che la bibliotecaria Lucia Tundo ha fatto entrare in biblioteca le telecamere del Tg3 senza autorizzazione dei suoi superiori.

    Il segretario generale ha venti giorni di tempo per chiudere l'indagine interna e decidere eventuali provvedimenti a carico di Tundo.

    E lei, la principale protagonista di questa bagarre? Chi la conosce dice che Lucia è sconvolta. Addirittura non dormirebbe più di notte. «Dopo che erano stati tolti i libri di Saviano dagli scaffali, avevo un peso insopportabile sullo stomaco - ha raccontato nei giorni scorsi la donna - è la cosa peggiore che mi sia successa in 24 anni di lavoro».

    Per tutelarsi in futuro, la bibliotecaria avrebbe già nominato un legale di fiducia. Nonostante l'amministrazione comunale cerchi di mettere a tacere il «caso Saviano», l'argomento è stato al centro della giunta di martedì.

    Il sindaco ha ribadito le proprie posizioni: nessuna censura, semmai «Gomorra» è sparito per un furto. Una linea, questa, ricalcata anche nella lettera firmata da Sergio Marton che ieri è apparsa sul sito Internet del Comune.

    «Nella nostra biblioteca è possibile reperire opere contenenti messaggi di qualsivoglia colore politico e, soprattutto, di cultura nel senso più ampio del termine - scrive Marton - per rispondere alle insinuazioni o ai dubbi, ancorché infondati, emersi in questi giorni, preciso che noi amministratori non abbiamo accesso alla biblioteca comunale se non in presenza del personale addetto».

    Sempre sul piano politico, l'assessore Zamberlan respinge le richieste di dimissioni lanciate ieri dalla lista «Preganziol Insieme».

    «Ho ricevuto il mandato dal sindaco ed a lui rispondo - dice - non sarà certo l'ex sindaco Franco Zanata a togliermi le deleghe».

    Ieri, intanto, «Gomorra» è tornato in biblioteca. Non in una copia, bensì in due: una acquistata dal Comune, l'altra donata da un cittadino che ha lasciato il volume sulla porta.

    E oggi il popolo del «No alla censura» scenderà in strada per il sit-in. Appuntamento alle 17 - in concomitanza con l'uscita dei ragazzi delle medie - in via Gramsci con la Costituzione. I cittadini entreranno in biblioteca a chiedere le opere di Roberto Saviano.
    27 gennaio 2011

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