Padova, ucciso nella villa diroccata: si pensa a una rapina

Alessandro Malvestio, 72 anni, ex allevatore di maiali e proprietario di alcuni terreni, è stato trovato dal fratello nella casa fatiscente in cui viveva dopo che un incendio gli aveva distrutto la sua villa

    MASSANZAGO. Era a terra, vicino al letto, faccia a terra, polsi e caviglie legati stretti con parecchi giri di spago. Morto. Probabilmente soffocato. Accanto una sedia rovesciata, dove l'avevano costretto a sedersi e alla quale gli avevano assicurato le caviglie. La bocca sigillata da un bavaglio. Attorno, in camera, tutto messo a soqquadro da mani frenetiche che hanno cercato quel che credevano, o sapevano, di trovare. Magari solo quei pochi soldi che lui spesso disordinatamente lasciava in giro, assieme ai vestiti. Da giorni, proprio lì, erano stati visti personaggi sconosciuti aggirarsi insistentemente. Arrivare, andare e ritornare.

    Alessandro Malvestio, 72 anni, è stato trovato ieri alle 19.15 dal fratello Guerrino, 69 anni, nella casupola - dove abitava da solo - che è un'adiacenza di villa Silvestri, in via Cornaro Carega 1 a Massanzago, una delle più antiche della zona, isolata in mezzo alla grande campagna di proprietà. Una villa, in pieno graticolato romano, che il nonno della vittima acquistò nel 1890, dove Alessandro abitò fino a che, nel 2001, un incendio la distrusse quasi interamente. Così è rimasta, senza tetto, diroccata, in totale abbandono, con una trifora che pare un ghigno a segnarne la facciata: sotto le luci delle fotoelettriche, emerge dal buio fondo della notte come una visione spettrale. A giorni la villa, da tempo protestata, e la terra, verranno messa all'asta dal tribunale di Venezia: Malvestio era schiacciato da molti debiti.

    Schivo e un po' burbero, abitava solo da quando, anni fa, il fratello con cui abitava morì. Affetto da Alzheimer, e oppresso dai debiti, si stava lasciando andare, si trascurava all'apparenza, anche se frequentava una donna di Spresiano e spesso sulla sua Punto andava alla trattoria Pecorella a bersi un'ombra e salutare qualcuno.

    Viveva di pensione (era stato allevatore di maiali e norcino) e abitava rintanato in quella catapecchia mezza fatiscente, ricavata in un ex deposito o ricovero di animali. Due sole stanze: la cucina, dove i rapinatori non hanno rovistato e la camera con un letto e accanto water e lavandino, inondata dall'orrendo disordine lasciato.

    Sul posto sono arrivati i carabinieri (Giuliano Polito, comandante del reparto operativo, il comandante provinciale Renato Chicoli, Marco Stabile, comandante della Compagnia di Cittadella Marco Stabile e anche il capo della squadra mobile Marco Calì).

    E già dalle prime ore hanno seguito una traccia: quella del telefonino di Malvestio, intestato alla sorella Giselda, suora, che gli è stato rapinato, ma il cui segnale veniva rilevato in zona Villanova di Camposampiero.
    Aveva 12 fratelli, Alessandro Malvestio, uno dei quali Guerrino, che abita a 500 metri, ieri alle 16 è andato a prenderlo per portarlo a Camposampiero a una visita medica. Alle 18.30 l'ha riportato a casa. Circa alla stessa ora la sorella Giselda (suor Michelina, che abita a Treviso) ha cominciato a telefonargli per avere notizie della visita. Nessuna risposta. Alle 19 Giselda, preoccupata, avverte Guerrino, il quale corre. E lo trova. Legato, imbavagliato. Morto.

    Subito è arrivato anche Francesco Olivi, sindaco di Massanzago; poi il medico legale Alessia Comacchio e a tarda notte la rimozione del corpo. Immediatamente è partita la caccia all'uomo, o agli uomini: non ci sono dubbi che si sia trattato di una rapina finita in tragedia.
    21 gennaio 2011
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