L'assessore Michielon scrive al provveditore, chiedendo più attenzione per la Germania. "Altrimenti i ragazzi non troveranno lavoro". Il problema si pone soprattutto nella scelta della seconda lingua da studiare
di Alessandro Zago
TREVISO. «Cari ragazzi non studiate lo spagnolo, magari sedotti dalla bella Shakira: se volete trovare lavoro da grandi come seconda lingua, oltre all'inglese, dovete studiare il tedesco». L'assessore comunale alla Pubblica istruzione Mauro Michielon lancia l'allarme al provveditore Giuliana Bigardi: nelle scuole trevigiane si studia sempre meno il tedesco, «lingua fondamentale per il Nordest». Michielon ha scritto alla Bigardi una lettera invitandola a «sensibilizzare» i genitori, tramite gli insegnanti della città, sul problema della scelta della seconda lingua da far studiare ai ragazzi.
L'assessore si è mosso dopo aver ricevuto un appello firmato da numerosi insegnanti di lingua tedesca. «Con estremo garbo - dice Michielon - mi hanno chiesto un aiuto per informare a dovere le famiglie nel momento della scelta della seconda lingua straniera, sia in quinta elementare che in terza media. Andando infatti ad analizzare gli allegati all'appello, è emerso come la seconda lingua maggiormente richiesta sia nelle attività di servizio che nell'industria sia il tedesco con il 4,7%, mentre l'inglese è la prima con il 91,5%. Il francese si attesta invece al 2,3%, lo spagnolo allo 0,5 %. il cinese e l'arabo allo 0,9%. Se poi andiamo ad esaminare la conoscenza di quali lingue venga richiesta nelle imprese e di servizio del Nordest, scopriamo che l'inglese è sempre la prima lingua richiesta con l'86%, ma il tedesco resta ancora la seconda con il 10,6%, mentre il francese si attesta sul 2,7% e lo spagnolo sullo 0,2%».
Per non parlare del turismo: i turisti di lingua tedesca rappresentano il 60% dell'intero flusso turistico in Italia, percentuale che aumenta in Veneto. Però i ragazzi, al momento di scegliere la secondo lingua, per moda, musica o esotismo, preferiscono il caldo spagnolo al freddo tedesco, però così rischiano di giocarsi il futuro.
27 ottobre 2010