Conferma per Mantoan come segretario generale. Dilemma Province: «Sarà un autunno caldo»
VENEZIA. I cacciatori di teste stanno per arrivare. Ieri, nel corso di una conferenza stampa indetta a Palazzo Balbi, il presidente della Regione Luca Zaia ha annunciato come verranno scelti i 22 direttori delle aziende sanitarie venete e il segretario generale che, quasi sicuramente, sarà ancora Domenico Mantoan. Il nome della società dei cacciatori di teste (Exhecutive Search), chiamata per saper individuare i migliori professionisti in concorso, si saprà tra una quindicina di giorni. Una volta nominata dovrà fare una prima scrematura dei 270 curricula pronti per essere passati al setaccio. I candidati saranno messi on line con tanto di percorso professionale e uno spazio dedicato anche a chi li sponsorizza in modo che tutto sia svolto in nome della trasparenza. Poi sarà Luca Zaia in persona a prendere il plico della trentina di candidati rimasti e a incontrarli uno a uno, per un colloquio vis à vis. Conflitto di interessi? Per Zaia è la procedura naturale che applica ogni azienda alla ricerca del personale.
Propensione alla squadra, piglio manageriale, obiettivi da raggiungere e, soprattutto, un alto profilo di umanità dato che l’interlocutore più importante rimane il popolo che si incontra tra le corsie. Sono queste le caratteristiche che dovranno avere secondo Zaia i nuovi direttori che verranno nominati prima del 31 dicembre 2012. Il compenso per loro andrà dai 120 mila ai 150 mila euro con tanto di premi a fine anno (dallo 0 al 20%) che attualmente non sono verranno erogati per quelli in carica, data la crisi.
Nonostante il piano socio sanitario sia stato impugnato dal Governo si procede diritti con la riorganizzazione del servizio sanitario, almeno fino a quando la Corte Costituzionale non interverrà per cambiare nero su bianco i punti che non hanno convinto che per Zaia riguardano solo aspetti giuridici e non di contenuto.
Caos invece sul ridisegno delle Province e sulla Città Metropolitana. «Le Province - ha affermato il governatore - si preparino a un autunno caldo. Ho l’impressione che non ne verremmo fuori anche perché non dimentichiamo che ci sono 3.400 dipendenti in ballo». Il problema per Zaia esploderà quando, una volta inviata la bozza di ridefinizione dei confini a Roma, ci si troverà davanti all’approvazione o bocciatura del Governo: «A questo punto è una partita che ha in mano Maroni, persona che considero di equilibrio e pragmatica».
Secca e breve l’opinione su Giorgio Napolitano e il caso intercettazioni: «Se ci fossero state mie intercettazioni sarebbero pubbliche. Penso che non debbano esistere cittadini di serie A e di serie B».
Vera Mantengoli
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